POLIZIOTTI GAY: L’ORGOGLIO IN DIVISA

di

Intervista esclusiva al luogotenente di polizia Donald Jirak, presidente del Gay Officers Action League, l'associazione che raccoglie poliziotti gay, bisex e transex a New York. Jirak ci racconta...

850 0

NEW YORK. Vista l’attualità dell’argomento in Italia, fra poliziotti che a Bologna picchiano i gay e altri poliziotti che se la prendono perché nella fiction "Distretto di polizia" c’è un gay che porta la divisa (e che per ironia della sorte pare abbia lo stesso nome di un poliziotto reale), abbiamo deciso di affrontare un argomento che negli Usa è già una realtà. Il Luogotenente di Polizia Donald Jirak ci accoglie al quartier generale del New York Police Department (NYPD) in una fredda e limpida giornata. Ci scambiamo i biglietti da visita davanti a un caffè. Sul suo si legge: Gay Officers Action League – President.

Gay Officers Action League (GOAL) è l’organizzazione di lesbiche, gay, bisessuali e transessuali che lavorano all’interno delle forze di polizia della città di New York. Nata nel 1982, è stata la prima organizzazione di questo tipo al mondo.

Cosa è cambiato da allora?

"Moltissimo" sorride il Lt. Jirak. "A quei tempi non c’era nessuna protezione legale. Le persone che all’epoca fondarono GOAL corsero il rischio di essere licenziate. Da allora abbiamo avuto, prima, un ordine esecutivo del Sindaco Edward I. Koch, poi una legge comunale contro ogni forma di discriminazione basata sull’orientamento sessuale dei dipendenti delle agenzie municipali. Ma l’altro grande cambiamento è che sempre piú gay e lesbiche si dichiarano sul lavoro. Oggi ci sono diverse centinaia di lesbiche e gay dichiarati all’interno del New York Police Department".

Problemi?

"C’è sempre qualcuno che pensa che molestare un gay o una lesbica sia OK. Qualche volta questo comportamento viene fermato con l’intervento dei superiori. Ma a volte ciò non accade, o non è sufficiente. Recentemente per esempio, abbiamo avuto il caso, risolto in tribunale, di un’agente lesbica che continuava ad essere molestata all’interno di un distretto di polizia nel Bronx".

Come sono i rapporti tra gay e etero all’interno del NYPD?

"Qui la polizia lavora sempre in coppia. É quindi molto frequente che un agente gay e un agente etero facciano coppia. Un agente gay è stato premiato recentemente per aver agito eroicamente, salvando la vita del suo collega etero. Lesbiche e gay non ricevono speciali compiti, non sono trattati diversamente".

Come sono i rapporti tra GOAL e il NYPD?

"I nostri rapporti con il Commissario di Polizia e con il Capo della Polizia sono eccellenti. Rappresentanti di GOAL si incontrano con il Capo della Polizia regolarmente".Raccontiamo al Lt. Jirak i fatti di Bologna e le dichiarazioni del Questore.

"Se fosse accaduto qui, quegli agenti di polizia sarebbero nei guai. Guai seri. Sarebbero puniti disciplinarmente in modo severo. E nessun Capo della Polizia qui si sarebbe permesso di rilasciare dichiarazioni del genere di quelle che ha rilasciato il Questore di Bologna".

Il Questore di Bologna ha detto che a lui non risultano esserci gay e lesbiche all’interno della Polizia…

Risata. "I gay e le lesbiche all’interno delle forze di polizia non si dichiarano anche a causa delle affermazioni di quel Questore. Il messaggio necessario per far sentire gay e lesbiche accettati anche dentro la polizia deve venire in primo luogo dal Capo della Polizia. Se un Capo della Polizia rilascia dichiarazioni come quelle di cui stiamo parlando, è compito della Comunità gay andare dal Capo del Capo della Polizia ed esporgli il problema. Quel linguaggio è semplicemente inaccettabile".

Cosa direbbe al Questore di Bologna e ai tanti gay e lesbiche che, all’interno delle forze di polizia, ancora si nascondono?

"Al Questore dico: 1) noi (gay e lesbiche) non ce ne andremo; 2) anche nel suo dipartimento ci sono lesbiche e gay. Per questo dovrebbe pensare quale effetto ha ciò che dice sui suoi impiegati. Inoltre voglio pensare che egli valuta le donne e gli uomini che comanda in base al lavoro che svolgono e non in base a chi sono. Ovviamente essere gay non è una questione morale o immorale, è una questione d’identità. Ai gay e alle lesbiche nella polizia vorrei dire che, per quanto isolati essi si sentano, ci sono altre donne e altri uomini che sono nella loro situazione e che bastano pochi gay e lesbiche per formare un gruppo. Vorrei dirgli che hanno gli stessi diritti di qualsiasi altro e il diritto di essere rispettati dai colleghi e dal loro capo".

Leggi   Università licenzia professoressa per un post a sostegno delle persone LGBT

GOAL è in contatto con altre organizzazioni del genere nel mondo?

"C’è un network internazionale che riunisce organizzazioni come la nostra, Legal International. Ne fanno parte associazioni americane, canadesi, tedesche, olandesi. E chissà, forse un giorno anche italiane".

CONTINUA A LEGGERE...

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...