Il poliziotto gay e la proposta di matrimonio al Pride: “Mi hanno sommerso d’odio, per questo i cortei LGBT sono importanti”

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La denuncia di Phil Adlem, che l’anno scorso ha chiesto al suo fidanzato di sposarlo al Pride di Londra diventando virale sui giornali inglesi.

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Vivere uno dei momenti più belli della tua vita per poi trovarlo sbranato sui social media. È quanto accaduto al poliziotto londinese che ha chiesto al suo fidanzato di sposarlo durante il London Pride del 2016.

Sul video della proposta, postato dalle testate inglesi, hanno cominciato a piovere gli insulti. Per Phil che dice di non utilizzare molto i social media, tutto quell’odio omofobico è stata una doccia fredda: “Gli attacchi non si contavano, alcuni contenevano minacce”. I commenti citati vanno da “Dovrebbero appenderli fino alla morte” a “Non incolpate l’Isis se li uccide”.

“Al di là dei rigurgiti omofobi – ha continuato Phil – c’è un pensiero che ha preso piede e cioè l’idea che il Pride e le associazioni LGBT non solo siano inutili, ma anche dannose, perché accrescono le divisioni tra la comunità gay e le altre persone. Andando oltre, c’è chi spinge ancora l’idea dell’Etero Pride…”

A un anno di distanza l’agente ha scritto sul Guardian una difesa del Pride, partendo proprio dai commenti violenti ricevuti: “Il Pride – afferma Phil – è una ineguagliabile fonte di positività e forza per chiunque abbia provato sulla propria pelle il bullismo o le violenze. È cambiato molto dai suoi inizi, quando era una manifestazione militante. Questo cambiamento non fa certo contento chi attacca la comunità LGBT, ma può anche esaltare la sua intenzione di farci del male”.

Per questo prosegue “Il sostegno continuo e aperto alle persone LGBT da parte di coloro che non fanno parte della comunità è essenziale per proteggere i nostri diritti da chi pensa di far parte di una sedicente “maggioranza silenziosa”. Per ogni persona che partecipa al Pride c’è un motivo del perché è ancora importante. E se non vi bastano i casi di bullismo, le torture in Cecenia o le violenze omofobiche, di certo io non riuscirò a convincervi”.

“Se la comunità LGBT ha dovuto fare i conti con la violenza, la criminalizzazione e la persecuzione per decenni – conclude l’agente londinese – allora chiunque dovrebbe essere in grado di fare i conti con l’esistenza del Pride”.

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