Presentata a Torino “Vorrei ma non Posso” pro matrimonio gay

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Lanciata da Quore e Queever una campagna a favore delle nozze gay con unioni simboliche durante il Pride torinese e invio di cartoline indirizzate a Napolitano per colmare...

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Matrimoni gay, qualcosa si muove. A Torino, città pioniera per quanto riguarda le iniziative sui diritti lgbt, è stata presentata stamattina, presso il circolo dei Lettori, un’interessante campagna a favore del matrimonio omosessuale in Italia dal titolo: Vorrei, ma non posso. It’s wedding time!. "L’iniziativa ha due momenti fondamentali – spiega Daniele Viotti dell’associazione Quore che promuove la campagna insieme al Queever -. Il primo consiste nella distribuzione di 15000 cartoline indirizzate al presidente della Repubblica Napolitano in cui, in un modo un po’ affettuoso, chiediamo al Presidente di farsi carico della questione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso. La seconda fase si svolgerà sabato 16 giugno durante il Pride di Torino. Sul carro del Queever si svolgeranno matrimoni simbolici tra coppie omosessuali ma anche etero celebrati da rappresentanti istituzionali. Abbiamo avuto anche l’adesione dell’ex Presidente Bresso che ci ha inviato un messaggio di saluto perché è a Roma. Anche la consigliera Fosca Nomis ci saluta e invia gli auguri".

"L’adesione dei rappresentanti politici – prosegue Silvia Magino di ‘Quore’ – è stata bipartisan, e ciò risulta strategico per produrre obiettivi concreti non solo a livello locale. Di fatto la nostra costituzione non vieta i matrimoni gay in maniera né diretta né indiretta: nell’articolo 29 della Costituzione si parla di coniugi e non di marito e moglie. Abbiamo già firmato un migliaio di cartoline. Stiamo raccogliendo le adesioni delle coppie che celebreranno i matrimoni simbolici".

Il consigliere comunale Mimmo Carretta (PD) ha quindi raccontato un curioso aneddoto: "Mi date una grande possibilità, il 16 giugno: sdebitarmi. Arrivo da un piccolo paese della Basilicata in cui nei primi anni ’70 avvenne un episodio narrato nell’ultimo capitolo di un libro di Pratolini, Matrimoni. Due cattolici chiedono a don Marco Bisceglia di essere sposati: era un raggiro, si trattava di due giornalisti de Il Borghese. Ma il sacerdote disse sì al matrimonio di coscienza, unico esempio in Italia. Poi fu cacciato. Io celebrerò matrimoni di coscienza per svegliare le coscienze".

A riprova della trasversalità politica della proposta, è particolarmente significativo l’intervento di Fabrizio Comba, consigliere regionale del gruppo PDL: "Ritengo che l’ipocrisia abbia molti genitori, non si deve riconoscere in un ambito politico piuttosto che un altro. Queste battaglie sono assolutamente sostenibili, sono azioni di civiltà. Difficilmente questo Parlamento sarà ancora in grado di affrontare battaglie e azioni di questo tipo. Siamo in grande ritardo, non esistono famiglie di serie A o di serie B. Mia madre mi ha insegnato che ad amare non si sbaglia mai, in qualsiasi direzione si vada".

"Devo ringraziare tutte le associazioni che mi hanno aiutato nel percorso per approfondire queste tematiche – ha infine concluso Maria Cristina Spinosa, assessore comunale alle Pari Opportunità -. Abbiamo un servizio lgbt in Comune che è un fiore all’occhiello della città. Il nostro dovere è di impegnarci quotidianamente su questi temi e non limitarlo a uno o due giorni di celebrazione".

Le coppie che desiderano essere unite simbolicamente in matrimonio sul carro del Queever durante il Pride di Torino che si svolgerà sabato 16 giugno (la partenza è prevista alle ore 16 da piazza Arbarello) possono inviare una mail all’ indirizzo vorreimanonposso2012@gmail.com.

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