PRIDE 2003, E’ GIA’ VIOLENZA

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Ignobile polemica sul Gay Pride 2003 a Bari. Il senatore pugliese Bucciero (An): "I gay mi fanno vomitare". Il centro studi teologici di Milano lo denuncia.

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BARI – «Le "manifestazioni d’affetto" degli omosessuali mi fanno venire la nausea». Una motivazione – non c’è che dire – politicamente elaborata quella espressa da Ettore Bucciero (foto), avvocato e senatore barese di Alleanza Nazionale, per esprimere tutto il proprio dissenso sull’organizzazione a Bari del prossimo Gay Pride nazionale 2003.

E se lui, che si dice «rappresentante di una maggioranza erede di quegli uomini che migliaia di anni orsono trovarono la tecnica di conservare la specie nel modo gradevole e appagante usato da tutti i genitori», non riesce a trattenere «incolpevoli riflessi dell’esofago» alla vista delle «porcate» esibite durante le manifestazioni gay, non c’è niente di meglio che suggerire al sindaco di far svolgere la manifestazione (vietarla, no: «qualunque sia l’origine dell’anormalità degli omosessuali, di essi vanno rispettati i diritti umani e costituzionali» dice l’illuminato senatore) in qualche deserta stradina delle campagne nei dintorni del capoluogo pugliese, dove si eviterà il rischio che «l’innocenza dei bambini venga violata da orgogliosi mimi di atti sessuali e volgarità varie come altre volte ed in altre città abbiamo avuto modo di rilevare dalle cronache televisive».

Ma quali reazioni hanno provocato le pesanti affermazioni del senatore Bucciero? Michele Bellomo, presidente del circolo Arcigay Giovanni Forti di Bari, ha inviato ai giornali una lettera aperta di risposta al senatore, in cui non ammette che i gay vengano additati come esempio di immoralità: «Quando il Senatore Bucciero usa lo stereotipo dei bambini scandalizzati dalle effusioni sentimentali di due omosessuali, verrebbe da chiedergli se non è scandalizzato dagli "scambi di coppie" degli eterosessuali, dalla doppia vita dei "buoni padri di famiglia" con moglie, figli e amante al seguito, dalle nuove proposte di riaprire le "case del meretricio" che la sua classe politica propone, se non si scandalizza affatto della "sodomia praticata dai maschi eterosessuali sulle donne (vedi statistiche pubblicate dall’istituto di sessuologia di Bologna) per confermare il predominio maschile sulla donna, e via dicendo…».

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