PRIDE, LA DESTRA SI SPACCA

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In Puglia è guerra tra An e Forza Italia, che accusa di inciviltà e 'ritardo culturale' alcuni esponenti del partito di Fini. Ma anche il comune di Bari...

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BARI – Aria di guerra nella Regione Puglia a causa del Gay Pride di Bari. Forza Italia risponde alle iniziative di AN, e fa "quadrato" intorno al presidente della Regione Fitto, che ha concesso il patrocinio alla manifestazione. Francesco Cazzella, consigliere comunale di Forza Italia, dalle colonne della Gazzetta del Mezzogiorno, parla di «gran polverone che si sta tentando di innalzare nei confronti del presidente Fitto, sintomatico di un modo di pensare che viene da lontano».

«La feroce e incivile posizione assunta da alcuni esponenti di An – sottolinea Cazzella – oltre che spocchiosa, demagogica e di piccolo cabotaggio, evidenzia l’intolleranza nei confronti del diverso». Parole che sembrano uscire dalla bocca di un attivista gay: «Sono inconcepibili, e questo sì vergognosi, gli argomenti utilizzati dai riottosi. Poggiano sui pilastri della bieca faziosità, della discriminazione dei componenti la società civile».

Meno polemico, ma non meno incisivo, Lucio Tarquinio, capogruppo di Forza Italia alla Regione, secondo il quale An sconta un «ritardo culturale»: «C’è da parte nostra la piena condivisione al patrocinio gratuito alla manifestazione, anche se noi siamo contro le volgarità, né condividiamo matrimoni tra omosessuali. Ma non per questo si può impedire di manifestare con garbo la propria diversità a migliaia di persone. Ritengo forzati i toni portati avanti da Mantovano».

Una maggioranza divisa dai finocchi? Al di là delle boutade, all’interno della coalizione di centrodestra che governa la Regione Puglia c’è aria di fibrillazione. Dopo le velenose dichiarazioni del sottosegretario all’interno Alfredo Mantovano, ci si era messo anche il capogruppo di AN alla Regione a gettare benzina sul fuoco: «Vogliamo che Fitto – scriveva Oronzo Orlando sulla Gazzetta – rispetti gli impegni del programma elettorale. C’è una legge sulla famiglia che giace in commissione da tempo e poi si concede il patrocinio al gay pride. Non mi pare che queste due posizioni siano compatibili». Così, mentre AN insiste sulla revoca del patrocinio e sugli aiuti alle famiglie, Forza Italia difende la politica regionale.

Ma pare che non tutta Alleanza Nazionale sia così scandalizzata dall’idea di trovarsi all’interno di una coalizione che patrocina una manifestazione gay. Al Comune di Bari, secondo quanto riferisce lo stesso primo cittadino Simone Di Cagno Abbrescia in un’intervista che appare oggi sull’edizione locale di Repubblica, anche il capogruppo di AN sarebbe disposto a concedere il patrocinio: «Il Comune – annuncia il sindaco – ha chiesto all’Arcigay di conoscere il programma dell’iniziativa per valutare se sia il caso di concedere il patrocinio. È una regola che vale per tutti coloro che organizzano manifestazioni a Bari ed aspirano ad ottenere il patrocinio dell’amministrazione comunale. Ho riunito i capigruppo di maggioranza e posso dire che nessuno, compreso il rappresentante di An, è tendenzialmente contrario».

In realtà, non è escluso che le polemiche nascano più da questioni di immagine che da reali posizioni ideologiche. La Gazzetta del Mezzogiorno scrive che all’origine delle dichiarazioni di AN ci potrebbe infatti essere «la voglia di riconquistare una certa visibilità contro l’astro nascente del presidente Fitto». Il più giovane governatore italiano, che nonostante alcune politiche impopolari soprattutto in tema di sanità, continua a riscuotere grossi consensi.

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Intanto nell’ultimo numero di "L’Ora del salento", settimanale della Chiesa di Lecce (sia Fitto sia Mantovano sono salentini), viene pubblicato un comunicato ambiguo: "Grande rispetto e sincera accoglienza per la condizione degli omosessuali, ma decisa condanna nei confronti di ogni ‘rito’ che celebri orgogli inutili e non tuteli la dignità della comunità". E’ questa la posizione che assume la Chiesa a proposito del Gay Pride.

"Che ciascuno abbia diritto alla propria identità – si sottolinea nella nota del settimanale – è fuori discussione. Ciò che invece i cristiani non possono approvare è la volontà perversa di ostentare la propria diversità sino ad assumere comportamenti che si collocano al di fuori della quotidiana normalità".

"La cultura della diversità – scrive Nicola Paparella, direttore del settimanale cattolico – deve permettere di valorizzare le differenze e di trasformare i tabù in progetti di solidarietà e di partecipazione".

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