Primarie del centrosinistra: in 3 si contendono il voto gay

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Un sondaggio di Gay.it rivela che l'indecisione sul candidato alle primarie del centrosinistra è ancora ampia. Vendola, Bersani e Renzi si spartiscono i voti. Tre uomini, tre ricette...

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Quando mancano 20 giorni alle primarie del centrosinistra, l’indecisione sul candidato preferito dai lettori di Gay.it regna sovrana. Questo sembra dire il sondaggio promosso sulla nostra homepage che da questa mattina vi chiede "Chi voterai alle primarie del centrosinistra?". Fra i cinque contendenti dell’ampia coalizione che va da Nichi Vendola (SEL)a Bruno Tabacci (API), al momento in tre sembrano riuscire dividersi la fetta di voti dell’elettorato lgbt.

Vincitori e vinti – A raccogliere più consensi, anche sei di poco, è il

presidente della Puglia che con il 38% capeggia sia su Matteo Renzi che su Pierluigi Bersani che su mentre i due esponenti del Partito Democratico raggiungono rispettivamente il 33% e il 24%. Nonostante le idee estremamente aperte sui matrimoni civili, Laura Puppato paga la scarsa visibilità che i media le hanno offerto fino ad oggi. La capogruppo del Partito Democratico alla regione Veneto, in una intervista a Gay.it si era detta favorevole alle nozze civili per tutti ma nel nostro sondaggio riesce a conquistare un esiguo 4%. All’ultimo posto si posiziona Tabacci con l’1%. Nulla di

cui sorprendersi: l’assessore al bilancio della giunta Pisapia ha posizioni molto arretrate sulle unioni civili ed è l’unico fra i cinque ad essere contrario ad ogni istituto giuridico che regoli i diritti delle coppie gay e lesbiche.

I programmi in campo – Restando sulle ricette, fra la soluzione Puppato e quella Tabacci, ci sono i programmi di Vendola, di Renzi e di Bersani. Se il leader di Sel si dice "personalmente favorevole ai matrimoni

gay", la sua firma sulla piattaforma programmatica insieme a quella di Bersani e di Nencini (PSI) mette in soffitta ogni soluzione giuridica diversa dalle "unioni civili". Una formulazione generica che è anche nel programma del segretario dei democratici. Bersani, a costo di non scontrarsi con la presidente del partito Rosy Bindi né con il resto dell’ala cattolica rappresentata da Beppe Fioroni, è stato costretto fino ad oggi a non scendere troppo nei dettagli di una legge sulle coppie dello stesso sesso e ha parlato di una soluzione "alla tedesca" senza fornire ulteriori spiegazioni. Matteo Renzi, pur rivendicando la sua fede cattolica e il passato da boy scout, ha voluto fare un passo ulteriore inserendo nel programma le civil partnership "all’inglese" ma dicendo anche che in caso della sua vittoria alle elezioni la legge verrà fatta entro i primi 100 giorni del mandato da presidente del Consiglio.

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