Primo Pride in Uganda: i gay tornano in piazza

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Dopo l'abolizione della legge omofoba, la comunità lgbt locale scende in piazza.

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Un evento impensabile in un paese come l’Uganda. Eppure sabato scorso, il paese africano della legge che criminalizza l’omosessualità fino a prevedere l’ergastolo, si è tenuto il Pride. Non il primo in assoluto, a dire il vero, ma di certo il primo dopo la legge anti-gay voluta dal presidente Museveni. Merito, va da sé, dell’abolizione da parte della Corte Costituzionale proprio di quella contestatissima norma che era costata all’Uganda non solo la condanna della comunità lgbt, ma di tutta la comunità internazionale, oltre che di capi di stato e di governo di tutto il mondo. Vale la pena ricordare, ad esempio, che la Banca Mondiale e la Svezia , solo per fare due esempi, avevano bloccato gli aiuti economici dopo l’approvazione della legge.

Teatro della manifestazione, Entebbe dove si sono incontrate più di 100 persone: cifre non indifferenti considerato il clima fortemente omofobo che, comunque, regna nel paese, come testimoniato dal fatto che in molti hanno scelto di partecipare mascherati, probabilmente per evitare di essere riconosciuti ed esporsi, quindi, a ritorsioni e violenze cui l’Uganda non è nuova. La strada per le persone lgbt ugandesi è ancora molto lunga, ma non si può non accogliere con favore la notizia del Pride.

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