Protesta contro la legge sulla procreazione

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Sabato è prevista la manifestazione a Roma. Sono ad oggi 500 le associazioni, partiti e sindacati ma anche personalità del mondo della scienza e della cultura, che hanno...

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ROMA – Deputate e senatrici prometto battaglia contro la legge sulla fecondazione medicalmente assistita che la Camera approverà in via definitiva in febbraio ed intorno a loro inizia a delinearsi il fronte del ‘nò alla legge che potrebbe sfociare in un referendum. Sono ad oggi, infatti, 500 le sigle di associazioni, partiti e sindacati ma anche di personalità del mondo della scienza e della cultura, che hanno firmato l’appello dall’inequivocabile titolo: “No a una legge crudele” che farà da base a questo primo appuntamento. Tra questi (oltre a Cgil, Arcigay, i Girotondi di Roma, Movimento dei Forum sociali), i premi Nobel Rita Levi Montalcini e Renato Dulbecco, Umberto Veronesi, Cerlo Flamigni, Serena Dandini.
Un fronte composito, al quale di fatto non ha aderito la Margherita, che si ritroverà sabato prossimo a Roma presso il Teatro Capranica, è stato spiegato stamane nel corso di una conferenza stampa alla Camera, per mettere a punto una “rete che fermerà una legge crudele”.
Una nomativa, si legge nell’appello per la manifestazione, “che mira a rimettere in discussione l’autodeterminazione femminile sancita nella legge sull’interruzione volontaria di gravidanza, che imbriglia la scienza, umilia la professionalità medica, che ferma la ricerca e toglie la speranza di guarigione per malattie oggi incurabili”.

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