Quando disse “no” ai maestri gay. La svolta di Fini

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Era il 1998 e al Maurizio Costanzo l'allora presidente di AN lanciò i suoi strali contro gli insegnani omosessuali. Poi, nel 2006 la svolta. Oggi l'incontro con le...

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«Lo so, ora l’intelighenzia mi farà a fettine, ma io la penso così: un maestro elementare dichiaratamente omosessuale non può insegnare». Così, nella primavera 1998, si esprimeva dal palco del Maurizio Costanzo Show, Gianfranco Fini, presidente di Alleanza nazionale, suscitando un fuoco di fila di polemiche.

Sono passati 11 anni da quell’episodio e oggi Fini, primo presidente della Camera a compiere un tale atto, ha ricevuto ufficialmente i rappresentanti delle associazioni gay nazionali, che gli hanno sottoposto la richiesta di un impegno per sostenere il varo di una legge anti-omofobia.

Al Costanzo Show, rispondendo al presidente di Arcigay, Franco Grillini, Fini tra l’altro disse: «Un conto è affermare che non è giusto discriminare la gente per motivi religiosi, razziali, etnici o sessuali, ma cosa diversa è stabilire per legge che una coppia gay deve avere gli stessi diritti di una coppia normale. Perché l’omosessualità non si può considerare una cosa normale. Compiti delicati come quello dell’educatore, soprattutto dell’educatore dei più piccoli, occorre vengano affidati a chi trasmette determinati valori e determinati principi».

Nel 2005 Fini, vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri, alla festa di Azione giovani alla domanda se avesse cambiato idea sui maestri gay rispose: «Non ho cambiato idea. Allora ho detto che ostentare comportamenti gay può determinare fastidio».

Un primo sostanziale "strappo" avvenne nel dicembre 2006, quando Fini dichiarò la propria disponibilità a discutere sul tema del riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto, comprendendo anche le unioni omosessuali: «Se ci sono diritti o doveri delle persone che non sono tutelati, perché fanno parte di un’unione e non di una famiglia, servirà un intervento legislativo per rimuovere la disparità. Naturalmente quando parlo di persone mi riferisco a tutti».

Nel maggio 2007 Fini ritornò sull’argomento affermando: «Proprio perché rispetto la persona umana e le scelte che liberamente l’individuo fa, non mi permetterei mai di dire che l’omosessuale è un diverso. È evidente, però, che di questa scelta non possono fare un modello».

Infine, nel suo ruolo istituzionale di terza carica dello Stato ricevette nell’agosto 2008 una delegazione di sportivi italiani che avevano partecipato agli Eurogames di Barcellona, l’evento sportivo creato dalla comunità gay e lesbica europea. «Lo sport – sottolineò Fini – può diventare anche veicolo per cancellare le discriminazioni.»

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