Quando Harry difese il soldato gay dai bulli

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Durante un'esercitazione in Canada, il principe decise di dire basta a una situazione che si protraeva da tempo: un suo commilitone gay veniva preso in giro dagli altri...

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Emerge una storia fino ad oggi sconosciuta che ha come protagonista il principe Harry e il suo lavoro fra le truppe militari inglesi. Non si tratta però di qualche impresa da pilota di elicotteri apache in Afghanistan, ma di quando difese un suo commilitone gay dai soprusi di un gruppo di soldati che non gli davano tregua terrorizzandolo con aggressioni omofobe. A rivelarlo è lo stesso soldato protagonista della vicenda, l’ex militare James Wharton, che in un libro racconta come il principe lo abbia tirato fuori da quell’incubo. «Non lo dimenticherò mai», dice, «gli sarò per sempre grato».

I fatti risalgono al settembre del 2008, durante un’esercitazione in Canada. Harry era già a capo di un’unità quando uno dei soldati sotto la sua responsabilità si rivolse a lui, spaventato e letteralmente in lacrime, raccontando gli abusi di altri sei militari che gli si erano scagliati contro e sembravano determinati quella volta a fargli del male, perché gay. «Bene, adesso risolvo questa cosa una volta per tutte», fu la reazione del principe alla richiesta d’aiuto. Detto, fatto. Prese di petto i sei militari facendo loro una lavata di testa, di quelle che lasciano il segno evidentemente.

Fu chiaro e risoluto, racconta ancora Wharton, avvertendo i sei bulli in mimetica che se non l’avessero immediatamente piantata con il loro comportamento sarebbero stati sottoposti a severe sanzioni disciplinari. Poi avvertì dell’accaduto un suo superiore. Insulti, abusi e aggressioni finirono. «Il principe Harry mi ha difeso e ha messo fine a quell’incubo», scrive Wharton nel libro in cui racconta i suoi dieci anni nelle forze armate. Da allora ha lasciato l’esercito ma prima, nel 2009, aveva già vissuto un momento di notorietà per essere stato il primo soldato dichiaratamente gay a comparire sulla copertina di Soldier, la rivista ufficiale dell’esercito britannico, dopo che nel 2000 le forze armate avevano cancellato il divieto sulla presenza di omosessuali tra le loro file.

Nessun commento sulle rivelazioni giunge da Buckingham Palace o dal ministero della Difesa, com’e abitudine per ciò che concerne la famiglia reale. Non è mancato tuttavia il plauso al secondogenito del principe Carlo per quella reazione ferma e coraggiosa: «Tutto il Paese plaude al principe Harry – ha commentato il ministro ombra della Difesa Jim Murphy, scrive oggi il Mail on Sunday -. Le nostre forze armate dovrebbero riflettere la Gran Bretagna moderna che tanto si impegnano a difendere». Il colonnello Bob Stewart, che guidò le truppe britanniche in Bosnia e oggi è parlamentare conservatore, si congratula: «Ben fatto Harry, eccellente esempio di leadership». E anche la comunità gay gli rende onore: «Mi tolgo il cappello davanti a Harry che ha protetto James Wharton», ha detto Ben Summerskill dell’associazione “Stonewall”.

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