Quando il gay si veste di pelle

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Vi sentite attratti dal rapporto dominatore-schiavo? O dall's/m? O semplicemente vi piacciono le moto? Entriamo nel mondo del leather-fetish con Tiziano, da anni promotore del MLCV.

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Tiziano è uno dei fondatori e – possiamo dirlo – l’anima di uno dei gruppi leather più attivi in Italia, il Moto Leather Club Veneto. L’immaginario leather, in contrapposizione con l’immagine del gay fashion-victim, raccoglie molti ‘seguaci’. Tanti ragazzi che amano indossare un pantalone di pelle, magari cavalcare una moto, e relazionarsi con altri uomini in maniera… virile, a volte inventando dei ruoli più piccanti. Cerchiamo, grazie a Tiziano, di capire qualcosa in più di questo mondo oscuro e intrigante.

Senti, Tiziano: cosa fanno i leather quando si ritrovano?

L’attività è fondamentalmente ludica e ricreativa. Noi abbiamo delle serate a tema in cui c’è spazio per tutta la componente fetish e leather o s/m, con appuntamenti specificamente fetish o s/m, quindi più puntati sull’immaginario erotico sessuale tipico della comunità leather o altri che invece tendono a privilegiare incontri a livello sessuale di un certo tipo. Noi siamo promotori dell’incontro, poi l’iniziativa individuale è a sé stante, cioè la persona si conosce, si piace si frequenta e così via se vuole; ma non organizziamo festini sessuali come è d’uso in altri gruppi. Non è nel nostro credo sociale andare nella sessualità in senso stretto.

E come va? C’è molta gente che partecipa alla vostra attività?

Sì, perché abbiamo 60 soci iscritti ma un indotto che va mediamente dalle 150 alle 500 persone, ad esempio nelle nostre feste che organizziamo a Padova e Brescia. Le serate vanno bene: dal dopo-estate abbiamo un doppio appuntamento mensile su Padova (consultate i Flash dall’Italia della Guida di Gay.it per tenervi informati). Il gestore del Flexo ci ha messo a disposizione un sotterraneo, dove abbiamo un punto di ritrovo, un centro informativo, con video a tema, zone attrezzate. La particolarità è che la zona è dress-code, quindi viene imposto un certo tipo di abbigliamento, non stretto, ma abbastanza in tema con quello che è l’immaginario. Quindi si va dal basico jeans, alla pelle fino anche all’s/m: se vuoi girare in perizoma per noi non c’è nessun problema.

Anzi più avanti si andrà, più la stagione si riscalderà, faremo anche dei naked-party, dei party nudi. E’ un po’ la tendenza del momento quella di andare a giocare molto sull’erotico. A Brescia è un po’ diverso, perché facciamo mediamente ogni due mesi un disco-party – quindi c’è anche una zona in cui si può ballare – al Trap di Brescia che è il locale più in linea con quelle che sono le nostre iniziative.

Ma un leather lo è anche al lavoro, di giorno, o è solo un costume da indossare la sera?

A livello di personalità un leather lo è anche durante il giorno, anche se nelle serate si può accentuare molto questa personalità. Poi chiaramente un bancario che si sente leather non può vestire di pelle anche sul lavoro. Quindi nelle serate va alla ricerca del particolare, del messaggio insito nell’abbigliamento: se è più legato alle uniformi dà una manifestazione legata ai giochi di ruolo, dominante-dominato, ecc., se si spoglia va più verso l’s/m, quindi comunica con il suo corpo e con quegli accessori che abitualmente veste, e così via.

E se dovessi tracciare un ritratto del leather italiano?

continua in seconda paginaE se dovessi tracciare un ritratto del leather italiano?

Il leather italiano è una persona piacevole, con cui puoi discutere, che generalmente non se la tira, che ha dei canoni a livello estetico che richiamano il concetto pelle. Quindi dai pantaloni in pelle al giubbotto, alla canotta militare, stivali, ecc.

E’ vero che è una persona generalmente più ‘mascolina’ rispetto alla generalità dell’ambiente gay?

In generale diciamo che è così, ma abbiamo anche noi le travestite, comunemente chiamate le leather-checche. Sono quelli che pur di arrivare all’interno di una comunità e esistendo il dress-code e non il filtro della personalità che sarebbe pressoché impossibile, si travestono da leather anche se ogni tanto se ne escono col gridolino scheccante. E puntualmente vengono segate, nel senso che all’interno della comunità non interagiscono.

All’interno del nostro gruppo ci teniamo a non incoraggiare questi atteggiamenti.

E cosa mi dici delle moto? Come entrano nel mondo leather?

C’è la moto usata come feticcio, quindi non di lunga percorrenza, e c’è invece il gruppo di motociclisti a lunga percorrenza; ad esempio io e altri questa estate abbiamo fatto le vacanze al raduno in Olanda, macinando un bel po’ di strada. Il nostro gruppo ha un’attività motociclistica nella stagione che va da aprile fino a fine settembre.

In quel periodo organizziamo almeno una uscita al mese di gruppo. Adesso l’attività del gruppo però tende a strutturarsi in maniera locale. C’è una iniziativa del coordinamento dei motociclisti italiani che dovrebbe andare in questa direzione, slegandosi dall’immaginario leather, per creare un gruppo parallelo che sia inserito in un contesto anche europeo più legato alla realtà motociclistica, anche sportiva e aperto anche alle lesbiche. Ora non c’è grande feeling tra lesbiche e leather, ma questo nuovo gruppo, che dovrebbe chiamarsi Coordinamento Motociclisti Gay e Lesbiche Italiani, e che dovrebbe nascere a gennaio per comunicare ufficialmente la stagione ad aprile, sarà aperto anche alle donne.

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