"COPPIE DI FATTO? QUESTIONE DELICATA"

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Gay.it intervista il ministro per le Pari Opportunità Stefania Prestigiacomo. Che vuole 'ricostruire' la commissione per la difesa dei diritti omosex, ma glissa sulla questione delle unioni civili.

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Non è facile trovarla. Quasi una ‘desaparecida’ in questi primi mesi di governo, Stefania Prestigiacomo, siracusana, giovane imprenditrice, trentacinquenne, Ministro per le Pari Opportunità, è diventata mamma e per un certo tempo è dovuta restare a riposo ocupandosi del neonato. Ma adesso ha concesso questa intervista a gay.it, un segnbale positivo per un ministro che ricopre un incarico di grande importanza per la comunità gay e lesbica italiana, nella ‘poltrona’ che fu di Laura Balbo prima e di Katia Bellillo poi.

Stefania Prestigiacomo dichiara di voler "ricostruire" la commissione per i diritti civili dagli omosessuali istitutita da katia Bellillo, ma la Prestigiacomo, che appare piuttosto lontana dalle posizioni dirette e chiare senza possibilità di equivoci delle ministre che la hanno preceduta, glissa sulla questione delle coppie di fatto (discriminate dalla regione Lazio per mano del suo governatore Storace di An) definendola ‘delicata’, mentre sull’approvazione in Italia di una norma antidiscriminazione simile a quella già in vigore in altri Paesi europei ribadisce la lotta alle ingiustizie sociali ma sottolinea la sovranità del Parlamento nazionale.

Ministro, la prima domanda è d’obbligo: i suoi predecessori hanno fatto sì che il Ministero da lei oggi diretto si occupasse delle pari opportunità non solo delle donne, ma anche, fra l’altro, delle persone omosessuali. Lei ritiene di condividere tale impostazione e di voler proseguire su questa strada?

"Io credo che il concetto di pari opportunità debba riguardare tutta la società e rappresentare il luogo della elaborazione di politiche di contrasto a tutte le discriminazioni e le diseguaglianze. Questa impostazione peraltro è prevista e "prescritta" all’Italia dalle normative internazionali e, in particolare, dal trattato di Amsterdam che ha rinnovato il trattato di Roma costitutivo dell’Ue. In questa "magna charta" europea si parla esplicitamente di disuguaglianze sociali che possono derivare dall’età, dal colore della pelle, dalle opinioni politiche, dal credo religioso e dalle tendenze sessuali".

Come saprà, Katia Bellillo costituì una commissione per i diritti civili delle persone omosessuali, che è stata presieduta da Franco Grillini, oggi neo-deputato. Lei intende mantenere la commissione? Se sì, ha già in mente chi potrebbe presiederla? E ancora, quale ruolo a suo parere la commissione dovrebbe avere?

Franco Grillini è una delle prime persone che ho incontrato dopo la mia nomina. Abbiamo avuto modo di discutere le linee generali dei temi sul tappeto. In quella occasione ho avuto modo di chiarire a Grillini la mia intenzione di ricostituire quella commissione. A questo impegno stiamo lavorando ipotizzando una composizione di alto profilo e composta di persone dalla estrazione più vasta ed articolata possibile in modo da farne un autorevole laboratorio di studio e di elaborazione delle politiche possibili per la difesa dei diritti degli omosessuali. Dalla commissione mi aspetto molto in termini di proposta e credo che non sarò delusa".

Ministro, lei forse sarà al corrente che in questo momento nel movimento gay italiano si discute anche animatamente tra chi paventa "il pericolo delle destre al governo" e chi ha un atteggiamento più laico e resta in attesa degli atti concreti prima di esprimere un giudizio. Lei sapra che il Presidente del Senato, Marcello Pera, ha inviato al Gay Pride di Milano un messaggio di saluto e lei stessa ha fatto altrettanto al Pride che si è svolto a Catania. Quale pensa sara l’atteggiamento generale del governo di centro-destra nei confronti delle istanze del movimento gay e lesbico italiano?

"Spero, per gli omosessuali, che il governo di centrodestra faccia più di quello che ha fatto ii centrosinistra che ha governato l’Italia per sette anni e non mi pare abbia fatto niente di concreto su quest temi. Grandi enunciazioni di principio, cordiali attestazioni di solidarietà, rutilanti presenze alle manifestazioni, ma di serio non ho visto nulla. Io credo che non ci sia un atteggiamento "di centrodestra" negativo nei confronti della questione omosessuale. Esistono problemi concreti nella articolazione di provvedimenti normativi, quei problemi che il centrosinistra non è stato in grado di affrontare. Io credo invece che lavorando assieme si possano trovare soluzioni accettabili, a patto che ci sia una reciproca disponibilità al dialogo".

Lei è d’accordo perchè questo Parlamento approvi un testo di legge contro le discriminazioni nei confronti delle persone omosessuali, normativa già presente in gran parte dei paesi europei?

"Io credo che il parlamento sia sovrano e che la lotta alle discriminazioni, come ho già detto, sia una delle ragioni sociali del mio ministero".

Recentemente la regione autonoma di Valencia, ha approvato con l’appoggio dei popolari spagnoli una legge di riconoscimento delle coppie omosessuali. Lo stesso congresso del PPE a Berlino, di cui Forza Italia fa parte, si è espresso a favore del riconoscimento delle coppie dello stesso sesso. I gesuiti di Civiltà Cattolica, non molto fa, hanno riconosciuto che il fenomeno delle coppie di fatto tra persone dello stesso non è più possibile ignorarlo: "resta il problema – conclude Civilta Cattolica – di dare loro una qualche forma di regolamentazione". Che cosa ne pensa lei? Ritiene che il suo Ministero possa farsi promotore di una legge che in qualche modo riconosca giuridicamente le coppie dello stesso sesso o che almeno risolva alcune situazioni di disagio e sofferenza a cui vanno incontra oggi le coppie omosessuali (ad esempio possibilità di assistere il partner malato in ospedale, reversibilità del contratto di affitto intestato al partner in caso di morte dello stesso)?

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