"Il Pride? Una vergogna". Ma viene zittito

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Un lettore del Mattino di Padova si scaglia contro la manifestazione dell'8 giugno: ma il direttore ribatte.

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PADOVA – Il Mattino di Padova di oggi pubblica una singolare quanto esplicita lettera di protesta contro il Gay Pride, che sabato 8 giugno ha portato nella città veneta oltre ventimila persone. Franco Damiani, così si firma il lettore, ironicamente si complimenta con il diretto redella testata per aver «dedicato un piccolo spazio (titolo a 5 colonne in prima e le quattro intere successive pagine) nel numero di domenica alla manifestazione dell’«orgoglio gay» svoltasi per le vie di Padova».

Dopo aver citato le fonti secondo le quali l’omosessualità sarebbe, per la dottrina cattolica, un «"Peccato contro natura", il secondo per gravità dopo l’omicidio volontario», il lettore protesta contro l’atteggiamento giudicato troppo tenero tenuto dai padovani e dalla curia contro «il vizio contro natura che grida il suo sciagurato "orgoglio" (di che?) e i suoi inesistenti "diritti" (gli omosessuali hanno diritti in quanto persone umane, non in virtù delle loro inclinazioni sessuali, e hanno come tutti il dovere di conformare la loro vita ai dettami della morale naturale e divina)», e esalta invece la posizione assunta da Forza Nuova, «unico partito che ha avuto il coraggio di gridare alto l’unica parola appropriata, che io ripeto: "Vergogna, vergogna, vergogna"».

Concludono la lettera ripetute invocazioni: «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno. Signore Gesù Cristo, che ci lasciasti l’esempio della tua castità, abbi pietà di noi. Santa Maria, Mater purissima, Mater castissima, Mater inviolata, Mater intemerata, ora pro nobis».

Sintetica e precisa la risposta del direttore: «Gentile professor Damiani, lettere come la sua ci convincono della necessità di continuare a occuparci del Gay Pride». Dieci e lode.

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  • giovanni da livorno

    il sig. Franco Damiani oltre ad essere un noto cattolico integralista, vicino ai lefebvriani, è anche un noto negazionista dell’olocausto ed ha ricevuto varie reprimende dal provveditorato agli studi della sua città, per quest’ultima sua qualità. GdL

    • giovanni da livorno

      dal provveditorato, in quanto è un insegnante