"MI AMO COSI’ COME SONO"

di

Intervista a Helena Velena, che si esibirà al PadovaPride con un concerto tecno-trans. "Sono l'unica lesbica tansgender della musica italiana. E a operarmi non ci penso nemmeno".

CONDIVIDI
0 Condivisioni Facebook Twitter Google WhatsApp
0

Clicca mi piace per non perdere nemmeno una notizia.


"Se Ivan Cattaneo è l’unico cantante frocio dichiarato della musica italiana, io sono l’unica lesbica transgender! La metà dei cantanti sono gay, ma non lo dicono. Io lo dico". Difficile ingabbiare Helena Velena in una definizione. Musicista, scrittrice, profetessa del cybersex. Chi fosse interessato a constatare di persona può soddisfarsi l’8 giugno al Pride di Padova, dove si esibirà in concerto, con una scaletta techno-trans-anarchica.

"Quando stavo producendo i CCCP mi sentivo insoddisfatta della scena musicale italiana, cosiddetta "underground". Non si andava al di là del piccolo gruppo, delle scelte politiche "tribali", ogni apertura era considerata un vendersi. In più il gruppo mi pose davanti a un aut-aut : o diventi il nostro produttore e manager esclusivo, o ci lasci liberi. Io già non ero d’accordo con alcune linee, quindi li ho lasciati liberi".

Ti è piaciuta la collaborazione dei CCCP con Amanda Lear?

"Per nulla. La considero una donna genetica che ha giocato bene per farsi pubblicità. Ma ha anche avuto molto dal mondo gay, al quale non ha reso indietro assolutamente nulla".

Perché sei tornata alla musica dopo un decennio di lontananza?

"La musica è una grande amore. Ed un forte veicolo per far arrivare le mie posizioni politiche, anarchico-situazioniste, al cuore del pubblico. Amo il death metal, musica estrema, con testi forti. Ci sono moltissimi gruppi cristiani (non cattolici, cristiani) che usano dei testi bellissimi. E’ il genere, ad oggi, più vicino al dolore ed alla rabbia del vecchio blues".

L’8 giugno ci dobbiamo aspettare uno show death-metal?

CONTINUA A LEGGERE...

Tutti gli articoli su:


Commenta l'articolo...