"MIO FIGLIO GAY"

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Il racconto di un coming out visto dalla mamma

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La mamma che ha scritto le righe che seguono, è una delle tante (ma mai abbastanza) mamme che collabora con l’Agedo, l’Associazione di Genitori e Amici di Omosessuali che lavora per aiutare chi è vicino a un gay o a una lesbica a vivere bene l’accettazione dell’orientamento sessuale degli altri. Il messaggio che segue non ha bisogno di commenti: è toccante e induce alla riflessione, è un episodio di vita vissuta che ci ricorda quanti problemi ancora dobbiamo affrontare.

Chiedo umilmente venia a quanti vorranno leggere queste mie semplici righe.

Sono la mamma di un ragazzo gay, che assurdo! Pronunciando questa parola mi sembra quasi di avere messo un marchio a mio figlio, ma non per quello che io penso, che io conosco, che io sento; ma per quanti a questa parola attribuiscono il significato di sporco, di deviato e di corrotto.

Intendo con questa missiva farmi portavoce di tutti coloro che non hanno il coraggio di parlare apertamente di una situazione simile alla mia. Pensate debbo parlare di coraggio, quasi a scusarmi di aver messo al mondo un figlio che solo Dio ha voluto così modellato. Ma, badate bene, non è l’Essere Superiore che ci ha creati uno diverso dall’altro a volere certe discriminazioni, ma è l’uomo che interpreta a suo comodo e piacimento le leggi che Lui ci ha dettate.

Anni fa mio figlio mi mise al corrente della sua condizione di omosessuale. Venendo io da un’educazione conservatrice ed ancestrale, questa rivelazione mi lasciò nel più completo sconforto e, in un primo momento, mi rifugiai nel mio dolore quasi a voler cancellare quanto avevo udito. Ma l’amore che nutrivo per il mio ragazzo mi portò a scrollarmi di dosso l’apatia in cui ero caduta.

Cominciò così per me un periodo, relativamente breve, che io definisco il mio purgatorio. Presi la decisione di leggere ogni libro, ogni articolo riguardante l’argomento, ascoltai qualsiasi programma televisivo inerente la questione, mi consultai con persone adeguate ad approfondire questo argomento e questa realtà da me rifiutata, quindi dopo svariati così… così… così… capii. Feci quindi tacere il mio io e detti priorità ai sentimenti ed all’angosce di mio figlio, trasformandole in sicurezze, comprensione, condivisione delle sue problematiche.

E’ per questa ragione che nella mia splendida e numerosa famiglia, si chiuse una parentesi che io, con la mia incompetenza ed il mio ignorare, avevo aperto.

Ora chiedo:

Quante persone si dovranno ancora vergognare, quanti ragazzi dovranno ancora subire ingiustizie, ingiurie, solo perché madre natura li ha così creati?

Perché le leggi sono uguali per tutti quando si parla di doveri nei confronti dello Stato come; lavorare, pagare le tasse, rispettare dettati che da esso ci vengono imposti e sono disuguali quando si parla di diritti?

Quante famiglie in nome di una religione alla quale molti danno un’interpretazione di comodo allontanano il loro stesso sangue dal loro amore, dalla loro casa?

Ma Dio non disse: "Amatevi l’un l’altro"?

Queste famiglie, che agiscono in tale maniera, non sono forse loro le prime a bestemmiare il Cristo in cui credono, nel momento in cui ripudiano, disconoscono il figlio che proprio Dio ha loro donato?

La chiesa in questo periodo, nella persona del Santo Padre, ha chiesto perdono a tutti coloro che ha perseguitato per secoli, ha aperto le braccia a molte comunità di religione e di etnie diverse..

Allora io mi chiedo ancora:

Quanti decenni dovranno passare affinché questa nostra chiesa si renda conto di avere creato altri perseguitati?

Ma ogni epoca deve per forza avere i suoi martiri?

Io penso che tutto ciò, nell’anno 2000, sia innaturale e non che l’omosessuale va contro natura.

Tutto quello che ci circonda ogni essere vivente chi l’ha creato?

Badate bene i gay (a meno che non si tratti di deviazioni, esistenti anche fra gli eterosessuali) non sono né pedofili, né ladri, né stupratori, né assassini; sono solo esseri umani creati con caratteristiche genetiche diverse dagli etero.

Quindi basta! Che le famiglie accettino i loro figli come madre natura glieli ha dati.

Che lo stato adempia ai suoi doveri nei confronti di ogni singolo cittadino.

Che la chiesa non disfi ciò che Dio ha creato.

di AGEDO

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