"NON VOTATELI!"

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Francia: alla berlina i sindaci antigay

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PARIGI – "Il tuo sindaco si è schierato contro il PaCS? E allora non votarlo più". In Francia capita che gli omofobi vengano puniti. Se non ancora dalla legge almeno dagli elettori. Pagano adesso il passo indietro fatto durante il dibattito sul Patto civile di solidarietà, le unioni civili, nel 1998-1999: sono i quasi 19 mila sindaci della destra (e anche qualcuno della sinistra) che si sono schierati contro il progetto di legge firmando una petizione contro il contratto.

Ora, che è tempo di elezioni (si vota per le amministrative l’11 di marzo) succede che questi stessi sindaci siano messi alla berlina da un’associazione anti-razzista e progay: Prochoix (Proscelta). "Campagna contro i sindaci anti-PaCS" scrive l’associazione sul suo sito internet che presenta un vero e proprio vademecum del voto gay alle municipali.

L’associazione militante ha deciso di pubblicare la lista integrale dei sindaci che hanno firmato la petizione anti-PaCS promossa dalla "Associazione per la promozione della famiglia". Non è stato un lavoro facile. Infatti infiltrate nelle 19 mila firme ve n’erano grosso modo 4 mila che non corrispondevano a primi cittadini eletti ma spesso a consiglieri comunali, assessori o deputati gollisti. Tre mesi di lavoro e le due presidenti di Prochoix, Caroline Fourest e Fiammetta Venner, sono riuscite ad isolare le 15 mila firme di sindaci, nei due terzi dei casi (è bene sottolinearlo) di comuni di meno di mille abitanti. Ed ora li propongono agli utenti elettori. Gay e gay-friendly.

Che si connettono al ritmo di 3 mila al giorno. I sindaci si possono cercare tramite il loro nome o tramite il comune o il distretto in cui sono stati eletti. Ci siamo divertiti, sondaggi sulle prossime elezioni alla mano, a vedere l’effetto che fa. A Parigi ad esempio tutti i sindaci delle circoscrizioni (arrondissement) dirette dalla destra ad eccezione di una (quella diretta dal sindaco uscente di Parigi Jean Tiberi) e cioè i sindaci di 13 arrondissement su 20, avevano firmato la petizione. Non dipenderà probabilmente solo dal voto gay (anche se in realtà i parigini sembrano sedotti proprio dal candidato sindaco apertamente gay, il socialista Bertrand Delanoe) però i candidati anti-PaCS di 10 di questi 13 arrondissement sono già praticamente certi di perdere il posto (e lo valutano loro stessi con i sondaggi del quotidiano gollista "Le Figaro" alla mano).

Insomma un bel successo. E una bella punizione. Con cui si trovano a dover fare i conti anche gli altri sindaci di Francia confrontati ogni giorno a lettere fotocopia, dei loro elettori. Copiate dal sito, stampate, firmate e inviate al primo cittadino omofobo. Lettere in cui si chiede conto "dell’evoluzione della posizione del sindaco dopo l’approvazione della legge e gli oltre 30 mila Patti firmati dai francesi in un anno". "I sindaci si stupiscono che gli si facciano le pulci su questa vicenda" spiega una delle due presidenti "Hanno firmato pensando che i gay si trovassero solo nelle darkroom parigine. E tutto a un tratto, come d’incanto, si rendono conto che anche fra i loro amministrati vi sono degli omosessuali". Una scoperta non da poco. Chissà se l’ha già fatta il "bello, variabile sull’Italia" Francesco Rutelli, candidato italiano dell’Ulivo, che si diverte a "occultare" dal suo sito elettorale il forum sulla famiglia zeppo di messaggi a favore delle unioni civili… Secondo noi no.

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di Giacomo Leso – da Parigi

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