"Porta a Porta" infama gli omosessuali

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Lo scorso martedì, nella puntata di "Porta A Porta" dedicata alla pedofilia, mons. Monni ha giudicato "malati e pericolosi" omosessuali e pedofili, equiparandoli. Nessuna reazione dagli altri ospiti.

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ROMA – Lo scorso martedì 14 maggio, nella puntata di "Porta A Porta" dedicata alla pedofilia, mons. Monni, invitato da Vespa a presentare il suo putno di vista sullo scandalo che sta scuotendo la chiesa cattolica, ha affermato che il pedofilo come "l’omosessuale" non controlla le proprie emozioni e quindi diventa pericoloso.

L’accostamento tra omosessualità e pedofilia, più volte condannato dai movimenti gay come da tutto il mondo scientifico come infondato, non ha suscitato, nello studio di Bruno Vespa, alcuna reazione. Gli altri ospiti presenti, insieme con il conduttore non hanno rilevato l’offenisività dell’affermazione. Molte le email di protesta giunte alla redaizone di Gay.it: «Mi sono sentito sprofondare in fondo al mare nell’ascoltare quella frase – ha scritto un lettore – Quando saremo accettati se nel canale nazionale vengono dette delle cose così infamanti? La cosa che piu’ mi ha dato fastidio è stata l’indifferenza degli altri ospiti della trasmissione che non hanno replicato ad una affermazione così sbagliata».

«Sull’orlo di una crisi di rabbia ho spento la tv – si legge in un intervento nel forum di Gay.it – quando il prete spiegava come la pedofilia e naturalmente l’omosessualità (che con essa va a pari passo…), nutrono gli stessi desideri di potere e controllo su piccoli e indifesi fanciulli…»

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