"Quella mostra è un inno all’omosessualità"

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Alla Galleria d'Arte Moderna di Bologna, l'esposizione "Desire" suscita la reazione sdegnata di un consigliere di Forza Italia: "è solo pornografia, chiudiamola".

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BOLOGNA – Quella mostra è da chiudere. Anche se sia la GAM che il comune di Bologna minimizzano di fronte alle polemiche per la mostra "Desire" allestita alla Galleria d’Arte Moderna, dalla maggioranza di palazzo d’Accursio arriva un messaggio netto. A parlare è Forza Italia, con il consigliere comunale Daniele Carella: "il direttore della GAM, Weiermair, farebbe miglior figura a prendere atto che può capitare di inciampare. Quindi cominci a guardare quella mostra con occhio acritico e neutrale e comprenda che è meglio chiuderla e impiegare le sale espositive per qualcosa di più meritevole".

L’attacco azzurro, "assolutamente laico", arriva all’indomani di una visita fatta dallo stesso carella all’esposizione. "Se uno pensa che la GAM costa al comune 2 milioni e mezzo di euro all’anno c’è da restare parecchio perplessi sul fatto che venga allestita una mostra oscena in quanto manca di qualsiasi valenza culturale e artistica. L’unica cosa che si nota è un inno alla omosessualità maschile che in epoca di par condicio non è neppure il massimo". Piace ancor meno a carella che l’ingresso alla mostra non sia esplicitamente vietato ai minori, visto che "si espongono immagini pornografiche in una sede pubblica".

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