"SPORCHI E CATTIVI"

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Padova, si infiamma lo scontro tra una Proloco di campagna e l'Arcigay cittadina. Per colpa del bosco sul fiume. "Era un'oasi, ora è un luogo di porcherie". E...

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PADOVA. «Era un’oasi di pace, oggi è un punto di incontro per omosessuali: c’è da aver paura». La Pro Loco attacca, dalle pagine del Mattino di Padova che fa da cassa di risonanza. Ma Arcigay risponde: «Non si possono accusare, con tale disprezzo e moralismo, delle persone solo perché sono gay e frequentano una zona di aggregazione». Così lo scontro per l’"utilizzo" della zona dell’ex-bosco Kofler, in riva al Brenta, nel padovano, si fa accesissimo.

In questi giorni che precedono le tradizionali scampagnate di Pasquetta, la Pro Loco di Santa Croce Bigolina, in provincia di Padova, forte della recente convenzione siglata con il Comune per cui l’area viene affidata in gestione all’associazione per altri sei anni, si è data da fare per riportare l’attenzione su questa zona: «Non è che vogliamo fare i moralisti a tutti i costi – afferma Giuliano Basso della Pro Loco – ma abbiamo lottato anni per difendere quest’area dalle escavazioni, oggi la curiamo per svolgerci manifestazioni di richiamo regionale e non possiamo accettare di non poter godere il nostro fiume per paura di questa gente».

Stando a quanto dichiarano volontari e cittadini intervistati, la zona sarebbe piuttosto malridotta: «Sui rami degli arbusti vengono appesi addirittura bigliettini con numeri di cellulare o foto polaroid a luci rosse, con… gli attributi in vista», accusano i volontari, giurando di aver anche trovato, oltre a «tutto il campionario degli incontri "mordi e fuggi"», anche decine di siringhe.

I giornali locali raccolgono la denuncia, e il Mattino di Padova riporta le dichiarazioni di Giuliano Basso e altri volontari della Pro Loco, che hanno scatenato la reazione di Alessandro Zan (foto), presidente del circolo Arcigay Tralaltro di Padova e portavoce del comitato organizzatore del prossimo Pride nazionale, che le considera «assurde e fortemente discriminatorie nei confronti delle persone omosessuali».

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