"STO BENE CON I GAY"

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Intervista alla rockeuse fiorentina che chiude il Gay Pride con il suo concerto, una versione rock del suo repertorio. "Credo nella tolleranza, nella pace e nel dialogo".

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PADOVA – Si esibirà al Pride l’8 giugno con una formazione chitarra, basso e batteria e la sua voce roca e inconfondibile. Irene Grandi sarà a Padova sul palco del Pride italiano con una versione rock del suo repertorio.

"Il rock è più vicino al mio carattere. Ho cominciato a lavorare con una vera e propria band, rielaborando tutte le canzoni. Nel live hanno più verve, più grinta e più forza. Porterò sul palco un concerto rock particolare, con il mio "power trio". Mi piaceva l’idea di provare una formazione più ristretta, di forte impatto".

Canterai anche qualche pezzo nuovo?

"No. Ho cominciato a scrivere i pezzi nuovi due mesi fa in un ritiro "produttivo" all’isola d’Elba. Non abbiamo registrato ancora i diritti alla Siae".

Ornella Vanoni ti considera sua erede, che ne pensi?

"E’ stata molto carina. E’ una cantante splendida. Lei e Mina sono le mie preferite!"

Il Pride è una festa o un momento di rivendicazione?

"E’ l’una e l’altro. Io aderisco per ribadire un principio di tolleranza, che considero generale. Siamo in un momento di integrazione necessaria di culture diverse. Alcuni popoli sono più numerosi di noi ed è quindi normale che arrivi gente nuova. Io credo nella pace e nel dialogo. Partecipare al Pride è una cosa che corrisponde a un mio atteggiamento generale".

Qual è il personaggio pubblico gay che preferisci?

"Mah, vediamo. Platinette è simpatico. Ma la cantante "x" è dichiarata? No? Allora lasciamo perdere".

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