Ragazzo vittima di bullismo omofobo suicida a 13 anni. Padre denuncia l’istituto scolastico

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La denuncia è importante poiché creerebbe un precedente che renderebbe gli istituti scolastici responsabili di questi episodi.

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Suicidarsi a 13 anni. Un’età che dovrebbe essere solo spensieratezza e scoperta della vita. Invece Tristan Seehus, americano, è arrivato a suicidarsi. Semplicemente non sopportava più quella scuola dove i compagni lo umiliavano ogni giorno dandogli del fr***o.

Todd Seehus ha denunciato il distretto scolastico di Duluth per non aver fatto nulla per proteggere suo figlio dal bullismo che ha provocato il suicidio. La denuncia è stata presentata a Minneapolis e parla del fatto che il disinteresse del distretto scolastico a riguardo equivale a una discriminazione a causa dell’orientamento sessuale.

Il suicidio di Tristan era il prevedibile risultato per la mancanza di un ambiente educativo sicuro, la cui realizzazione era compito dell’accusato“. Tristan non si identificava come gay (o almeno non ancora, aveva solo 13 anni) ma era percepito come tale dai compagni di classe. E’ stato ripetutamente rinchiuso negli armadietti, insultato in pubblico e umiliato per la sua corpo piccolo ed efebico.

La denuncia asserisce che il distretto ha ignorato e minimizzato l’abuso costante e ripetuto e non ha fatto nulla per impedire molestie improntate all’orientamento sessuale. Scontata la risposta della scuola, che assicura di aver sempre implementato politiche volte a garantire un ambiente sicuro per tutti gli studenti.Se non fosse per il suicidio di un tredicenne, si potrebbe anche credergli.

La causa è molto importante perché crea un precedente che, se confermato, renderebbe ogni distretto scolastico responsabile dei suicidi dei suoi studenti, nel caso si dimostri che non veniva fatto abbastanza per impedire episodi di discriminazione e bullismo.

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