“Ecco la solidarietà”: ragazzo di Torino di nuovo aggredito

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Gli aggressori potrebbero essere gli stessi di piazza Barcellona, che avevano assalito lui e il suo ex compagno nel 2014

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L’incubo del condominio di via Paravia 14 sembra non avere mai fine. Dopo la denuncia per stalking di Raimondo Marietta, che continua a professarsi innocente sulle vicende di violenza omofobica nei confronti della coppia di inquilini omosessuali del suo palazzo, uno dei due ragazzi è stato nuovamente aggredito.

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Carmine Mattia Noto, che recentemente aveva reso pubblica la propria identità uscendo allo scoperto e incontrando il sindaco Piero Fassino (a differenza del suo ex ragazzo che, rimanendo nell’anonimato, aveva dato la propria versione dei fatti ai giornali), è stato accerchiato da un gruppo di ragazzi in scooter sotto la nuova casa (dove vive da quando ha lasciato l’appartamento di via Paravia nel 2014), che gli hanno gridato: “Questa è la solidarietà di piazza Barcellona”. Gli hanno poi puntato un coltello alla gola e lo hanno picchiato: sei giorni di prognosi e l’ennesima denuncia alla polizia del commissariato San Paolo.

 

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Una rappresaglia che suona come un avvertimento e un monito, e che potrebbe essere stata organizzata dagli stessi incoscienti che due anni fa lo avevano aggredito con il compagno proprio in piazza Barcellona, alla presenza della figlia minorenne di Raimondo Marietta, presunto capobranco del gruppo. “Non posso che esprimere vivissima preoccupazione e grande indignazione. Che fosse una storia di volgare inciviltà ho avuto modo di dirlo sin dall’inizio. Ora devo aggiungere la constatazione che ciò che era già accaduto purtroppo si è ripetuto, nonostante il processo penale in corso“, afferma Anna Ronfani, l’avvocato di Carmine Mattia.

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Nel frattempo Arcigay Torino ha rilasciato una dichiarazione, organizzando un evento simbolico a sostegno dei due ragazzi: “All’omofobia va contrapposta la bellezza. Non vogliamo aggredire i condomini, che si sono resi complici degli atti discriminatori, perché in questo momento una reazione violenta, seppur meritata, non farebbe altro che lasciare ognuno nelle proprie convinzioni”, afferma il presidente Marco Giusta. “La nostra intenzione è quella di far capire a chiunque abbia agito con un comportamento omofobo il dolore che ha causato ingiustamente. Per questo motivo, martedì 17 maggio in occasione della Giornata Internazionale Contro l’Omofobia pianteremo dei fiori nella zona vicina al condominio di via Paravia 14, del quartiere San Donato; l’idea, nata dall’artista Paul Harfleet che nel 2005 ha iniziato a piantare fiori nei luoghi di Manchester dove lui e i suoi amici subivano attacchi omofobi, prende il nome di Guerrilla Garden e ci sembra l’azione più indicata che tutte e tutti noi possiamo fare al momento. La responsabilità della cura dei fiori piantati sarà dei condomini, che dovranno mantenerli in vita e prendersene cura così come fossero una vita umana”.

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