Ratzinger ci ricasca: “Famiglia gay è attentato all’umanità”

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In quello che le associazioni lgbt hanno definito "un'inizio di camapgna elettorale", Benedetto XVI ha attaccato ancora una volta le persone e le famiglie lgbt definendole un attentato...

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Ancora una volta, nel giro di pochissimo giorni, Ratzinger torna a parlare delle coppie e delle famiglie gay, dipingendole, questa volta, come "un’attentato all’autentica famiglia e all’umanità".

L’occasione è il discorso di fine anno alla Curia Romana in cui Benedetto XVI attacca la teoria del gender, che definisce "ideologia",  secondo cui il sesso ”non è più un dato originario della natura che l’uomo deve accettare e riempire personalmente di senso, bensì un ruolo sociale del quale si decide autonomamente, mentre finora era la società a decidervi”.

Per il suo discorso, il Papa ha preso spunto dal saggio presentato dal rabbino capo di Francia Gilles Bernheim al governo francese guidato da Francois Hollande in contrapposizione al disegno di legge per la legalizzazione del matirmonio gay.

Secondo Ratzinger "l’ideologia del gender" sarebbe una "rivoluzione antropologica" profondamente erronea che porterebbe l’uomo  a negare ”di avere una natura precostituita dalla sua corporeità", quindi a pensare di poter creare da sé la ”propria natura”. I diversi orientamenti sessuali, quindi, e le identità di genere non sono, stando a quanto scritto da Benedetto XVI, tali per natura, ma è l’uomo che decide di crearli a proprio piacimento. Decisione che l’essere umano non dovrebbe fare né, tanto meno, assecondare riconoscendola come legittima. Ratzinger si spinge oltre e paragona l’essere omosessuale alle manipolazioni fatte dal genere umano all’ambiente e alla natura: "La manipolazione della natura, che oggi deploriamo per quanto riguarda l’ambiente, diventa qui la scelta di fondo dell’uomo nei confronti di se stesso. Esiste ormai solo l’uomo in astratto, che poi sceglie per sé autonomamente qualcosa come sua natura".

Ed è qui che si inserisce il discorso sulla famiglia. "Dove la libertà del fare diventa libertà di farsi da sé – conclude Benedetto XVI -, si giunge necessariamente a negare il Creatore stesso e con ciò, infine, anche l’uomo quale creatura di Dio, quale immagine di Dio viene avvilito nell’essenza del suo essere. Nella lotta per la famiglia è in gioco l’uomo stesso. E si rende evidente che là dove Dio viene negato, si dissolve anche la dignità dell’uomo. Chi difende Dio, difende l’uomo".

Quella di Ratzinger non sono altro che propaganda elettorale, secondo l’associazione radicale Certi Diritti che propone di reagire con i fatti perché "le parole non bastano più". Per queso l’associazione "lancia una nuova iniziativa www.sosfamiglie.it, un sito dedicato a come affrontare e provare a risolvere i tanti problemi che le coppie non sposate vivono in Italia. Tutto costruito sul lavoro dei volontari e delle volontarie della nostra associazione e da un piccolo gruppo di avvocati specializzati".

Inoltre Certi Diritti mette a disposizione delle coppie gay una scheda informativa su come sposarsi in Portogallo, uno dei pochi paesi europei a permettere le nozze anche a cittadini non portoghesi.

Anche per Flavio Romani, presidente nazionale di Arcigay, quelle di Ratzingher sono mosse preelettorali che rappresentano "la  tradizionale interferenza delle gerarchie cattoliche nella vita politica italiana".

"E’ una china davvero pericolosa – conclude Romani -, che dovrebbe fare riflettere i tanti cattolici adulti che tra poco andranno al voto che dovranno valutare con attenzione anche tematiche come i diritti e le libertà per tutti, al di là delle vette di surrealismo teologico prenatalizie a cui stiamo assistendo".   

Nel tardo pomeriggio, infine, una statuetta di cartone, con un’immagine di Freddie Mercury è stata messa nella culla del presepe della Basilica di Santi Apostoli a Roma per protestare contro le parole di Benedetto XVI. L’azione dimostrativa è stata organizzata da Roma Futura, il cui portavoce è Gianluca Peciola, consigliere di Sel alla Provincia di Roma. La statuetta, che riproduce l’immagine del cantante dei Queen, ”simbolo della lotta per l’affermazione dei diritti della comunità gay di tutto il mondo”, spiegano gli organizzatori del blitz, ha in mano una lettera rivolta al Bambinello: ”Caro Gesu’ Bambino – si legge nel testo – in occasione del Santo Natale ti chiediamo un Mondo in cui tutti gli uomini e le donne abbiamo pari diritti, senza distinzione di credo, di appartenenza culturale, di orientamento sessuale. La dignità umana e il futuro dell’umanità sono in pericolo fino a che i diritti di ognuno non saranno realmente affermati. Roma Futura non tollera l’omofobia”.

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