Ratzinger contro le coppie di fatto: “Snaturano la famiglia”

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All'annuale incontro con gli amministratori di Roma e del Lazio, il papa ha sottolineato ancora una volta il suio "no" a qualsiasi famiglia diversa da quella tradizionale: "Penalizza...

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Ancora una volta, durante il tradizionale incontro con il sindaco di Roma Alemanno, il presidente della Provincia Zingaretti e la presidente della Regione Polverini per gli auguri di inizio anno, Papa Ratzinger ha coltol’occasione per rafforzare il "no" della Chiesa al riconoscimento delle unioni di fatto.

"Approvare forme di unione che snaturano l’essenza e il fine della famiglia – ha detto Ratzinger -, finisce per penalizzare quanti, non senza fatica, si impegnano a vivere legami affettivi stabili, giuridicamente garantiti e pubblicamente riconosciuti. In questa prospettiva, la Chiesa guarda con favore a tutte quelle iniziative che mirano ad educare i giovani a vivere l’amore nella logica del dono di sé, con una visione alta e oblativa della sessualità".

"Argomenti ridicoli e non dimostrabili" risponde Franco Grillini, esponente storico della comunità gay e presidente dell’associazione Gaynet. Grillini ricorda che proprio ieri la Corte Costituzionale ha dato ragione all’Emilia Romagna, bocciando il ricorso del governo contro l’articolo 48 della scorsa finanziaria regionale che prevede l’equiparazione di tutti, anche dei conviventi rispetto ai coniugi, nell’accesso al welfare. "La Consulta quindi boccia il Papa – sottolinea Grillini – e pensare che i suoi componenti sono quasi tutti cattolici…". "In realtà – prosegue l’ex parlamentare – è una vera e propria sciocchezza dire che le coppie non tradizionali qualora siano riconosciute per legge minaccino la famiglia uomo-donna. E perché di grazia? Chi l’ha dimostrato? Guardando alle esperienze del nord Europa, ovvero del mondo civile, risulta esattamente il contrario perché proprio tra Svezia e Francia si registra un vero e proprio boom demografico e un aumento di tutte le forme familiari. Quindi i dati di fatto dicono il contrario delle ridicole affermazioni papiste".

"Ormai non passa giorno senza che il papa, o qualche gerarca clericale di turno, non ci dicano come la pensano su unioni civili, sesso, preservativi, matrimonio tra persone dello stesso sesso, diritti e responsabilità delle donne in materia di aborto, testamento biologico e libertà individuali – si legge in una nota dell’associazione Radicale Certi Diritti -. Effettivamente eravamo un po’ preoccupati dal fatto che questa settimana il Vaticano ci avesse offerto su questi temi soltanto due esternazioni, mancava la terza che ora ci farà passare un week end più sereno e tranquillo". Certi Diritti fa poi notare che "mentre nella Regione Lazio stanno chiudendo decine e decine di Pronto Soccorso e ospedali, alla Regione Lazio gli esponenti politici servi e genuflessi al Vaticano hanno deciso di pagare, nel regime di convenzione sanitaria, le prestazioni e i ricoveri dell’ospedale cattolico Gemelli con una percentuale superiore dell’8% rispetto a tutti gli altri centri clinici privati regionali, così come denunciato dai consiglieri regionali radicali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo".

"Ratzinger non ha perso l’occasione per ripetersi ancora una volta sulle unioni di fatto. Stesso e identico discorso che fece nel 2007 davanti a Veltroni, Gasbarra e Marrazzo. A questo punto anche noi riproponiamo lo stesso commento – fa sapere il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli -. L’ossessione del pontefice su questo tema ha assunto dimensioni tanto parossistiche da apparire patologica. Ci sembra chiara adesso la ragione dell’annullamento dei concerti di Natale in vaticano, sostituiti dal solito stridulo disco rotto. Ci auguriamo che le nostre amministrazioni si dimostrino davvero laiche e mature e guardino più ai problemi e alle richieste di diritti civili dei cittadini che ai richiami impropri di un capo di stato straniero".

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Sulla vicenda interviene anche la deputata del PD Paola Concia. "La cosa bella dei diritti – ha dichiarato l’onorevole – è che attribuirne di nuovi a chi non ne ha non toglie niente a nessuno, e anzi rende un Paese migliore. E questo è tanto più vero nel caso delle coppie di fatto; riconoscere a esse diritti i civili essenziali di cui oggi sono prive, con una legislazione non rivoluzionaria ma che almeno ci metta al passo con il resto d’Europa, non toglierebbe nulla ai diritti delle coppie sposate".

Intanto, è di ieri la notizia che la Corte Costituzionale ha respinto il ricorso del governo nazionale contro l’articolo 48 finanziaria della regione Emilia Romagna che permette libero acesso ai servizi regionali da parte di tutte le famiglie, a prescindere dallo status giuridico e dall’orientamento sessuale dei componenti. La sentenza è stata giudicata da Arcigay "la miglior risposta al papa".“Siamo molto soddisfatti – si legge in un comunicato ocngiunto di Arcigay, Mit e Agedo – il pronunciamento della Corte, testimonia che il paese è più avanti dei suoi amministratori e pronto ad accogliere leggi laiche che garantiscano diritti-doveri alle famiglie di gay e lesbiche. Proprio per questo Arcigay, con Certi Diritti e Rete Lenford si stanno rivolgendo ai tribunali per l’acquisizione di diritti: se non ci arriveranno risposte dai politici ci arriveranno dai giudici e siamo in attesa di una sentenza della Corte europea dei diritti umani di Strasburgo relativa al caso di una coppia gay che vive in Italia composta da un cittadino italiano e uno australiano".

"La Corte Costituzionale  – commenta Certi Diritti – ha di fatto azzittito gli esponenti del fondamentalismo politico e religioso, anche del Governo, sempre pronti a promuovere odio e discriminazione".

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