Reggio Emilia: “Case? Prima le coppie etero, poi quelle gay”

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Il candidato a sindaco del Pdl ha dichiarato che, nel suo piano casa, a parità di punti, le coppie etero avranno la priorità su quelle gay: "Gli etero...

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Tra i tanti comuni in cui i prossimi 6 e 7 giugno si voterà per il rinnovo dell’amministrazione locale c’è anche Reggio Emilia. La campagna elettorale imperversa e tutti i candidati sono impegnati a presentare programmi, proposte e soluzioni più o meno miracolose ai problemi delle città.

"A parità di requisiti per me c’è prima la coppia normale – ha tenuto a precisare il candidato a sindaco di Reggio Emilia per il Pdl, Fabio Filippi -. Poi vengono i gay. Ma non dite che questa è discriminazione". Ok, chiamiamola pure disparità di trattamento.

L’affermazione di Flippi, fatta durante la conferenza stampa di presentazione del piano caso del Pdl, ha suscitato non poche polemiche a cominciare dalle associazioni che hanno parlato di "sparate di stampo fascista e retrogrado". Il capogruppo del Prc al consiglio comunale, Alberto Ferrigno, invece ha parlato di "affermazioni incostituzionali e inaccettabili per un paese come il nostro". "Spero che le forze democratiche e i candidati a sindaco e a presidente della Provincia – ha continuato ferrigno –  vorranno prendere le distanze da deliri di questo tipo".

Per niente turbato dalle reazioni e affatto intenzionato a riflettere un po’ di più sulle sue posizioni, Filippi ha rincarato la dose. "Di queste accuse me ne frego – ha dichiarato – Io non discrimino nessuno. Se una coppia formata da un ragazzo e una ragazza ha gli stessi punti in graduatoria, viene prima di una coppia omosessuale. Questo l’ho detto e lo ribadisco. Per me è giusto così. Anche perché un uomo e una donna fanno figli e mandano avanti la vita, mentre con gli omosessuali questo non accade. E’ chiaro che, ad esempio, se due gay hanno mille punti e una coppia normale ne ha cento, la casa va sicuramente ai gay".

Quindi immaginiamo che tra i requisiti che servono per il punteggio ci siano anche i test di fertilità della coppia, giusto per avere la certezza che possano procreare, no? Oppure una dichiarazione di intenti dei due nella quale manifestano la loro irremovibile intenzione a fare almeno un figlio.

E siccome sentirsi dare del discriminatore non piace a nessuno, neanche a chi lo è davvero, ecco che arriva la precisazione tendente al politically correct. L’aspirante sindaco di tiene a far sapere che lui non ce l’ha con i gay, "mi sono anche simpatici. Perdo i loro voti? Un gay intelligente mi dà la preferenza. Se invece non mi voteranno, farò senza. Io non mi vendo, non elemosino voti".

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