La Regina Elisabetta approva la legge che rende obbligatoria l’educazione sessuale nelle scuole ma niente temi LGBT

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Le associazioni promettono battaglia: "Lavoreremo per includere le istanze LGBT".

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La legge The Children and Social Work sull’educazione sessuale nelle scuole ha ricevuto l’assenso della Regina Elisabetta nelle scorse ore, dopo il sì del Parlamento di marzo, giusto in tempo prima della dissoluzione del Parlamento stesso per le elezioni generali previste per l’8 di giugno.

Ma cosa prevede esattamente il provvedimento? Promette l’impegno di sviluppare linee guida per rendere l’educazione sessuale e relazionale obbligatoria in tutte le scuole inglesi, pur senza entrare specificamente nel dettaglio della questione. Si parla infatti di “lezioni che copriranno le informazioni per sviluppare delle relazioni solide e alcuni consigli su come prevenire eventuali danni alla salute fisica e mentale” (e si tratterà anche dei pericoli legati al bullismo virtuale e alla sicurezza anche sessuale su Internet). Le pressioni portate avanti da gruppi che da sempre si battono per l’educazione sessuale e per i ragazzi hanno finalmente trovato accoglimento e risposta.

La Segretaria per l’Educazione, Justine Greening, ha dichiarato soddisfatta: “La nuova legge porrà le relazioni e l’educazione ad un livello di regolamentazione, così da garantire a ogni bambino l’accesso a informazioni importanti in modo consistente e continuativo per diventare più consapevoli nell’età adulta. Era necessario un cambiamento in tal senso, per aggiornare le linee guida introdotte ormai nel lontano 2000“.

Ma qualcosa non torna. La legge infatti, nel suo complesso, non fa alcun riferimento alla comunità LGBT e le associazioni hanno già promesso battaglia: Stonewall promette che lavorerà con il governo per far sì che le istanze LGBT vengano prese in considerazione per ulteriori orientamenti e indirizzi per le scuole. Queste le parole del Capo Esecutivo Ruth Hunt: “Questo è un enorme passo avanti e una grossa opportunità per migliorare l’inclusione e l’accettazione in ambito educativo: attualmente più della metà degli studenti delle scuole secondarie dichiarano di non avere mai trattato di istanze LGBT a lezione e più di meta degli studenti LGBT hanno subito atti di bullismo nelle nostre scuole a causa del loro orientamento sessuale o dell’identità di genere. Questo è inaccettabile. Obbligando tutte le scuole a questo tipo di educazione, invece, il governo ha trovato un modo per cambiare la situazione, ma questo deve riguardare anche la comunità LGBT, così da garantire alle persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali di sentirsi accettati nell’ambiente scolastico. Lavoreremo duramente in tal senso”.

Dura, invece, la reazione di David Geary di Pride of London: “L’educazione sessuale e alle relazioni non sarà completamente effettiva fino a che non aiuterà e coinvolgerà tutti. Continuando ad ignorare i bisogni dei ragazzi appartenenti alla comunità LGBT il governo sta cementificando lo stigma, la confusione e il bullismo. Un’omissione del genere delude i ragazzi di tutta la nazione, che hanno bisogno di un supporto effettivo per diventare adulti sicuri e consapevoli: è ciò che meritano”.

Alcuni politici hanno già firmato l’impegno promosso da Pride of London per includere istanze specificamente LGBT in tutte le scuole di Londra.

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