Registro delle unioni civili: a Milano pronta la delibera

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Sarà depositata in consiglio comunale la prossima settimana per avviare il dibattito. Il voto prima dell'estate. Ecco cosa prevede per le coppie di fatto, dal welfare alla scuola,...

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Il primo passo è fatto, la delibera milanese per il "Riconoscimento delle unioni civili" è pronta e sarà depositata la prossima settimana in consiglio comunale perché si apra la discussione anche se il voto per l’istituzione del registro bisognerà aspettare l’inizio dell’estate. "Solo una questione di calendario d’aula — sottolinea Marilisa D’Amico, consigliera del Pd e prima firmataria del testo — perché nei prossimi mesi saremo impegnati con il Pgt e con il bilancio". Nessuna strategia, dunque, per evitare la concomitanza con la visita del Papa che a giugno chiuderà il Forum delle Famiglie proprio a Milano.

Ma vediamo nello specifico cosa prevede la delibera.

Il primo esempio di cosa cambierebbe con l’approvazione del registro delle unioni civili è la delibera anticrisi approvata da Palazzo Marino e allargata a tutti i tipi di famiglie, a prescindere dal legame matrimoniale. Con l’arrivo del registor, potrebbe diventare automatica l’estensione di provvedimenti del genere anche alle coppie di fatto (gay ed etero) senza bisogno di specifiche.

L’aspetto principale è che il registro delle unioni civili darebbe accesso ai servizi previsto dal comune per le coppie e le famiglie. Entrare nel registro sarà semplicissimo. Responsabile della gestione sarà l’anagrafe dove bisognerà recarsi per dichiarare di far parte di "un insieme di persone legate da vincoli affettivi coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso Comune" (questa la definizione di unione civile contemplata dalla delibera). A quel punto l’anagrafe rilascerà un documento che attesta l’esistenza della "famiglia anagrafica basata su vincolo affettivo inteso come reciproca assistenza morale e materiale". Qualcosa di più di un semplice foglio di carta se si pensa che, ad esempio, con questo documento in mano il genitore non biologico di un bimbo figlio di una coppia gay potrà andarlo a prendere a scuola senza la delega adesso necessaria.

Certo dal punto di vista giuridico i comuni non possono fare moltissimo, ma la delibera milanese contiene anche un paragrafo intitolato: "Attività di sostegno delle unioni civili" nel quale si legge che "il Comune provvede, attraverso singoli atti e disposizioni degli assessorati e degli uffici competenti, a tutelare e sostenere le unioni civili, al fine di superare situazioni di discriminazione e favorire l’integrazione e lo sviluppo nel contesto sociale, culturale ed economico del territorio". Un altro esempio concreto di questi "singoli atti" è la priorità casa: le coppie iscritte al registro delle unioni civili, infatti, potranno accedere alle graduatorie per l’assegnazione delle case popolari, per percepire l’assegno di contributo all’affitto o al mutuo erogato dal Comune alle famiglie in difficoltà economiche. Ma c’è di più. Gli aiuti e i servizi riguerderanno anche la sanità comunale, i trasporti, con gli incentivi dell’ATM, lo sport e il tempo libero. La delibera, poi, parla chiaramente anche di formazione e servizi educativi.

Si tratta, come è evidente, ancora di definizioni generiche e che dovranno essere meglio specificate in un regolamento attuativo. Il dibattito, adesso, spetta al consiglio comunale e si preannuncia sicuramente acceso. "È il punto di partenza di un percorso in cui ci sarà il massimo confronto e la massima apertura verso le proposte degli altri consiglieri e della città – ha dichiarato a Repubblica.it Marilisa D’Amico -. La depositiamo anche perché questo argomento non sia più un tabù".

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"Non entro nel merito del rapporto affettivo tra persone, che possono fare ciò che vogliono, anche perché con un registro non si può mutare la natura umana – incalza il capogruppo del Pdl Carlo Masseroli -. Dal punto amministrativo, poi, è inutile perché dove è stato istituito è rimasto vuoto. Non mi spaventa il dibattito purché sia fatto a 360 gradi e affronti il tema della famiglia che sostiene la civiltà".

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