Renzi e il “programma gay”, le reazioni

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Sentimenti contrastanti per le dichiarazioni di Matteo Renzi. Seppure si apprezza l'apertura verso i diritti delle coppie gay e dei loro figli il movimento chiede altri passi in...

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Le Civil Partership – Ha provocato sentimenti contrastanti, come spesso accade quando a parlare è lui. La proposta di Civil Partership di

Matteo Renzi e di tutela ai figli delle coppie gay affidata a Gay.it da Matteo Renzi incontra le critiche di qualcuno; altri apprezzano i passi in avanti delle posizioni del Sindaco di Firenze. Il presidente nazionale di Arcigay Paolo Patanè, ad esempio, "apprezza il tentativo del sindaco di Firenze di ragionare in modo articolato e chiaro su un tema troppo spesso frantumato a scapito della vita delle persone" ma "Notoriamente Arcigay è posizionata altrove, restando ferma sostenitrice dell’estensione del matrimonio civile alle persone dello stesso sesso: unica modalità possibile di dare concretezza al principio di eguaglianza".

Per la collega di partito Paola Concia "Di sicuro non bisogna fare propaganda sulla pelle dei cittadini omosessuali e transessuali, ma è necessario approvare le leggi. Il segretario Bersani questo lo sa bene e mi sembra che anche Renzi lo abbia capito. Grazie alle numerose battaglie che in questi anni sono state fatte per aprire un dibattito nel partito, oggi fra i dirigenti Democratici c’è la consapevolezza diffusa che i diritti dei cittadini omosessuali e transessuali fanno parte delle priorità del paese e questo rappresenta un decisivo passo in avanti".

Secondo il responsabile diritti civili dell’Italia dei Valori Franco Grillini "Ogni politico che si pronuncia a favore dei diritti delle coppie omosessuali prendendosi impegni precisi costituisce un fatto positivo e un avanzamento per tutti. Quindi bene Renzi quando dice che è ora di smetterla di fare tavoli e gruppi di studio ma occorre passare ai fatti e fare leggi e che su questo terreno il suo partito, il Pd, deve finalmente garantire fatti e non parole, per citare il famoso Cevoli. Vedremo se e quando Renzi saprà essere coerente con ciò che dice nell’intervista al portale Gay.it". "Va detto che il movimento lgbt chiede la parità dei diritti tra omo ed eterosessuali – prosegue – e quindi l’accesso a tutti gli istituti giuridici esistenti, matrimonio e adozioni comprese. La Civil partneship è stata una conquista importante dell’Inghilterra laburista ed è un istituto molto simile al matrimonio tuttavia nella stessa gran Bretagna ora sono persino i conservatori a farsi paladini dell’estensione del matrimonio civile anche alle persone omosessuali e in Europa sono già 7 i paesi dove ciò è possibile."

Per il senatore radicale Marco Perduca "Le dichiarazioni del sindaco Renzi sulla civil partnership, da estendere anche alle coppie omosessuali e alla tutela dei loro figli sono le benvenute e credo che dimostrino come quando il dibattito è affrontato laicamente e in modo pubblico, esso consente di poter fare passi avanti nella direzione della tutela dei diritti costituzionalmente garantiti". "Matteo Renzi di ieri – prosegue Perduca – molto probabilmente non la pensava come il Matteo Renzi di oggi e, se la sua attenzione alle istanze politiche e sociali che lo circondano rimarra’ tale, il Renzi di domani potrà esser ancora più avanti di molti suoi compagni di partito. Adesso però, visto che si presenta come uomo ‘del fare’, occorre che là dove la sua carica glielo consente, adegui le politiche cittadine a quanto affermato oggi".

Il tema dei figli delle coppie lgbt – Quanto al tema dei figli delle coppie

gay "è fondamentale – dice Patanè – una trattazione complessiva perché non si può parlare di coppie omosessuali, senza parlare di famiglie, e non si può parlare di famiglie omosessuali senza parlare di figli e di omogenitorialità". Per Paola Concia "Renzi propone nel suo programma la Civil Partnership. Bene, il sindaco deve sapere che quell’istituto prevede la possibilità di adottare da parte delle coppie omosessuali. E su questo lo invito a riflettere. Com’è noto, io sono per la piena uguaglianza tra le coppie omosessuali ed eterosessuali". Per il presidente di Equality Italia Aurelio Mancuso "se da una parte sono positive le affermazioni a favore di un modello all’inglese per il riconoscimento giuridico delle coppie gay e la tutela dei bambini nati nelle famiglie omogenitoriali, rimane inspiegabile la netta contrarietà all’accesso all’istituto delle adozioni da parte delle coppie gay. Se si è capaci di allevare figli propri, non si comprende perché non si sia in grado di donare amore a bambini e minori, che hanno diritto ad avere figure genitoriali adulte e stabili. Purtroppo anche Renzi, cade in questa contraddizione e, probabilmente non conoscendo bene la materia, incappa in luoghi comuni più affini al pregiudizio, che al necessario approfondimento che dovrebbe operare chi si candida a governare un Paese complesso".

L’alleanza con Casini – "Dal PD non arriva una posizione chiara e

l’annunciata alleanza con l’UDC non lascia per nulla presagire risvolti progressisti", secondo il presidente di Arcigay. "Ad oggi prendiamo atto che le posizioni di Renzi sono più avanzate di quelle di  tanta parte delle nomenklatura del partito e rivelano una sensibilità politica alle questioni. L’Europa dell’eguaglianza e della cittadinanza senza distinzioni e discriminazioni resta però un pò più in là".

Per Franco Grillini "l’esperienza ci insegna che l’Udc si è da sempre schierata contro le persone omosessuali con interventi terribili in aula alla Camera e al Senato facendo il cane da guardia del peggior conservatorismo vaticano. Onestamente per il Parlamento che uscirà dalle prossime urne preferiremmo un’alleanza laica per il paese che è decisamente più in linea con il comune sentire della popolazione che non il solito fritto misto di un centrosinistra clericale che sarebbe tutto fuorché laico e a favore dei diritti".

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