RESA DEI CONTI AL GAY DAY

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Andrea Benedino, portavoce dei gay Ds: "Basta con l'inerzia della sinistra. Pretendiamo che la questione omosessuale sia prioritaria nell'agenda politica". A Modena il primo 'test'.

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MODENA – «Chiediamo che la sinistra si faccia portatrice di una proposta di legge sul modello del PaCS francese, e la consideri una priorità della sua agenda politica». Le proposte del Coordinamento Omosessuali dei Democratici di Sinistra sono chiare e forti. Gli omosessuali aderenti ai DS non sono più disposti a tollerare l’inerzia che ha spesso caratterizzato in passato la politica del maggior partito della sinistra in tema di lotta per i diritti civili delle persone omosessuali, e chiedono a gran voce un’attenzione maggiore. Lo faranno domenica 15 settembre, al "Gay Day" della Festa Nazionale dell’Unità di Modena (clicca qui per l’articolo relativo), durante il quale si svolgerà l’assemblea nazionale dei CODS alla presenza del capogruppo alla Camera DS Luciano Violante, e un importante dibattito con Claudio Martini, presidente della Regione Toscana, sulla proposta di legge regionale contro la discriminazione per orientamento sessuale in fase di approvazione.

Per Andrea Benedino, portavoce del CODS e autore del documento che sarà discusso con Violante domenica e che potete leggere cliccando qui, «la "questione omosessuale" è, più ancora di altre questioni, la vera "cartina di tornasole" del grado di laicità della società italiana. Ed è quindi su questo tema più che su altri che si concentrerà l’esame di laicità e liberalismo della sinistra italiana nei prossimi anni». Domenica, a Modena, il primo banco di prova per testare la disponibilità dei Ds ad andare oltre le buone intenzioni.

Andrea, quali sono le proposte sulle quali chiedete l’adesione del partito?

In sostanza, noi pretendiamo – più che chiedere – che i DS inseriscano nel loro programma politico le tematiche omosessuali: lotta alla discriminazione e tutela delle coppie di fatto innanzitutto. E che non le considerino come argomenti secondari. Alla prossima conferenza programmatica del partito, se e quando ci sarà, questi temi devono essere inseriti a pieno titolo. Non ci basta un consenso verbale, se poi per parlare di queste cose a un congresso dobbiamo presentare una mozione per inserirle nell’ordine del giorno.

Quanto, secondo te, oggi i DS sono disposti ad abbracciare apertamente una politica pro-gay?

Sono molto ottimista. Anche il fatto di ospitare all’interno della Festa Nazionale un "Gay Day" rappresenta un gesto di visibilità come non c’erano mai stati in passato. E la partecipazione di Violante all’assemblea mostra la disponibilità della dirigenza del partito. Infine, portare Martini a un dibattito evidenzia che i DS considerano la vicenda toscana un modello da seguire. Forse in questo mutamento di atteggiamento ha contribuito anche la sconfitta elettorale del 2001…

Quali saranno i temi affrontati in assemblea?

L’assemblea è un appuntamento che organizziamo circa due o tre volte all’anno, cui partecipano tutti gli iscritti o i simpatizzanti DS omosessuali. Questa sarà particolarmente importante per la presenza di Luciano Violante. Vogliamo proporre al partito un patto con clausole precise, in modo che si impegni inequivocabilmente a portare con coraggio e decisione la questione gay in Parlamento. Prendiamo le coppie di fatto: noi chiediamo che la sinistra si faccia portatrice di una proposta di legge sul modello del PaCS francese, e la consideri una priorità della sua agenda politica. E’ così che la sinistra europea ha combattuto le sue battaglie: Jospin ha presentato la legge sul PaCS più volte al Parlamento francese, pur di farla approvare.

Come pensi che si esprimerà Violante a questo proposito?

Come dicevo sono ottimista: la presenza di un dirigente all’assemblea del Cods indica che il partito accetta di impegnarsi su questi temi. Anche i colloqui preliminari avuti confermano questa posizione. Poi potrebbero anche esserci sorprese che in questo momento non posso illustrare…

Parliamo del dibattito con Martini, presidente della Toscana.

La legge della Toscana è l’esempio della sinistra orgogliosa che sa portare avanti i diritti dei gay. Ma per raggiungere il suo obiettivo, questa legge deve diventare un modello per le altre regioni, soprattutto quelle amministrate dalla sinistra. Il dibattito sarà un confronto su come la vicenda toscana possa svolgere questa funzione di apripista. Sarà presente anche Grillini che parlerà della sua proposta di legge che ha raccolto un grandissimo numero di adesioni in Parlamento (è la proposta di legge con più adesioni della storia), e che sarà presumibilmente la base di discussione per ogni tentativo per legiferare in questo senso.

Pensi che dopo il 15 settembre finalmente potremo smettere di chiederci "che cosa ha fatto la sinistra per i gay?"

Già oggi, la legge toscana è un importante risultato della sinistra. Se sarà approvata, consentirà all’Italia di non vedersi superata addirittura da una giovane democrazia come la Croazia, che ha recentemente annunciato di voler discutere una proposta di legge anti-discriminazione che tuteli anche le unioni gay. Tuttavia, penso anche che non possiamo sperare che si ottengano grossi risultati durante il governo Berlusconi: noi chiediamo che ci sia un cambiamento nei comportamenti, nelle posizioni della sinistra. Questo lo pretendiamo.

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