Rimosse il crocifisso dall’aula: professore gay rischia la sospensione

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Davide Zotti può essere allontanato dalla scuola: "Ho denunciato una discriminazione".

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Ricordate il caso dell’insegnante, gay e triestino, che aveva rimosso il crocifisso dalla sua aula perché “quel simbolo rappresenta un’istituzione che continua a delegittimare la mia persona e quindi il mio stesso ruolo educativo”? Bene, adesso Davide Zotti, che è anche responsabile della scuola per Arcigay, rischia un provvedimento disciplinare.

A notificargli quelle che in gergo si chiamano “contestazioni d’addebito” è stato l’Ufficio Scolastico Regionale che, appreso dell’episodio dalla stampa, ha chiesto una relazione alla dirigente del liceo triestino in cui Zotti insegna.

“Mi si contesta di avere parlato con la stampa senza autorizzazione – spiega l’insegnante di filosofia a Gay.it -, di avere leso l’immagine della scuola, di avere rimosso quello che, senza citare mai il crocifisso, definiscono “arredo scolastico” e di avere avuto un comportamento potenzialmente discriminatorio. In realtà, il mio gesto è nato proprio perché io mi sento discriminato da una chiesa che sugli omosessuali dice le cose che leggiamo tutti i giorni”.

La difesa dell’insegnante

Il docente, ora, dovrà difendersi dalle accuse che potrebbero costargli la sospensione dall’insegnamento, dallo stipendio e l’allontanamento dalla scuola.

“L’1 dicembre sono chiamato a presentare le mie contro deduzioni – spiega -. Insegno da tanto tempo, essere allontanato dagli studenti per me è pesante. Ma sapevo che il mio gesto avrebbe avuto delle conseguenze. Come omosessuali subiamo insulti e discriminazioni quotidianamente e quando chiediamo che almeno sul posto di lavoro non ci siano simboli che ricordino proprio quelle discriminazioni, veniamo puniti. Il danno e la beffa. Spero che il mio gesto serva a far riflettere sul fatto che la scuola deve essere uno spazio laico, in cui i simboli religiosi non devono entrare perché rappresentano una visione parziale e ideologica”. E nel giorno in cui il professore sarà sentito dall’Ufficio Scolastico, i suoi colleghi hanno organizzato un presidio di solidarietà.

La solidarietà di allievi, colleghi e Arcigay

Dal giorno della rimozione del crocifisso, Zotti ha ricevuto molte attestazioni di solidarietà. Gli alunni della scuola hanno fatto un’assemblea e scritto una lettera, raccogliento firme, in cui chiedevano alla dirigente scolastica di non agire nei confronti del professore. E una lettera di vicinanza hanno scritto anche alcuni colleghi. “Altri non hanno condiviso, ma ci siamo confrontati serenamente – racconta Zotti -. Solo uno mi ha dato del “professore sodomita” su un sito pubblico. Certe reazioni me le aspettavo, come ci sono state, dalla Lega e da certe forze politiche, ma da un collega, no”.

“Trasmettiamo al docente tutta la nostra solidarietà – scrive in una nota il presidente di Arcigay Flavio Romani, scongiurando la possibilità di un provvedimento disciplinare -. La protesta del professor Zotti non solo è la reazione legittima di una persona omosessuale ma è anche un gesto educativo esemplare che mette al sicuro gli allievi e le allieve, sottolineando loro il senso di uno Stato laico e il dovere di proteggere la scuola da ogni trasgressione a questo principio”. “Arcigay – conclude Romani – aderisce perciò con convinzione al presidio convocato dai colleghi del professor Zotti per il prossimo 1° dicembre”.

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