Roma: 13 anni all’assassino di Iodice

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Tredici anni di reclusione per il marocchino che uccise il restauratore Armando Iodice

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ROMA – Tredici anni di reclusione per Samir Aarab, il marocchino che nel febbraio scorso uccise a colpi di accetta il restauratore Armando Iodice, originario della Campania ma da tempo residente a Sezze in una villetta di via Meolgrosso. E proprio nel giardino della abitazione venne rinvenuto il cadavere, orrendamente mutilato, sepolto in una buca. L’autopsia stabilì che era stato ucciso a colpi di accetta e l’assassino venne rintracciato e arrestato dai carabinieri attraverso il telefonino della vittima. Aveva al dito un prezioso anello appartenente allo Iodice e non ebbe difficoltà a confessare il delitto, asserendo però che aveva agito per legittima difesa. Armando Iodice infatti si era improvvisamente infuriato con un giovane albanese con il quale conviveva ed intratteneva una relazione gay e lui rimase coinolto in quella lite rischiando di soccombere. A quel punto avrebbe disarmato il restauratore e lo avrebbe colpito uccidendolo. Poi aiutato dall’albanese, mai ritrovato, seppellì il cadavere e scappò via. Ieri il gup Aielli, nel corso del processo celebrato con il rito abbreviato, il marocchino assistito dall’avvocato Pasquale Lattari è stato condannato a 13 anni. Il pm Chiara Riva ne aveva chiesti 14.

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