Roma 2: Campus X toglie i filtri, accessibili i siti gay

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L'azienda che gestisce la rete internet delle residenze degli studenti di Tor Vergata ha rimosso i filtri che associano gay a pedofilia. L'intervento dopo l'interessamento di Gay.it.

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Si è conclusa positivamente la vicenda dei filtri della rete informatica di Campus X che serve le residenze abitate dagli studenti di Tor Vergata a Roma. Come da noi segnalato, agli studenti era vietato entrare in siti di informazione e di servizio per la comunità lgbt tra cui anche Gay.it. Chiunque tentava di visitre questi siti, si ritrovava davanti ad una pagina bianca con un messaggio d’errore che spiegava che si trattava di "categorie vietate: questioni gay e lesbo". Con un comunicato diffuso su Facebook, Campus X ha fatto sapere di avere disattivato i filtri già lunedì mattina e di non avere intenzione di ripristinarli.  Va precisato che Gay.it aveva verificato la fondatezza della notizia arrivata in redazione su segnalazione degli studenti già lo scorso venerdì telefonando a Campus X e parlando con uno dei dipendenti dell’azienda. Viene, quindi, da pensare che l’intervento di lunedì sia stato quanto meno accelerato, proprio dal fatto che la vicenda fosse ormai a conoscenza dei mezzi di informazione

"CampusX vi informa che non ha mai inteso porre alcun limite di alcun genere all’utilizzo del sistema di accesso ad internet – si legge nel comunicato dell’azienda -. Se questo è avvenuto, è perché stiamo compiendo dei test e delle verifiche sulla rete Wi-fi per offrire il miglior servizio possibile in termini di fruibilità e velocità di navigazione. (…) Nella prima fase di configurazione e start up della connessione al web, sono state applicate delle black-list globali per alcune macro categorie di siti. In alcune black-list globali si associano, erroneamente, taluni siti gay a quelli pedo-pornografici, questo ha causato l’impedimento momentaneo dell’utilizzo di suddetti siti, ma si ribadisce che CampusX non intende porre limitazioni a tal senso".

La nota continua facendo riferimento alla nostra segnalazione.

"Abbiamo provveduto, già nella mattinata di lunedì 24 gennaio, al potenziamento della banda e alla rimozione delle limitazioni presenti, prima della consapevolezza dell’articolo pubblicato sul sito www.gay.it e per nostra iniziativa (su questo vale la precisazione di cui sopra, ndr).

A tale proposito affermiamo di non avere nessuna intenzione di attuare politiche restrittive dal punto di vista della comunicazione, né tanto meno s’intende discriminare alcun soggetto. La filosofia che contraddistingue il progetto CampusX è legata al concetto d’interrelazione, condivisione di esperienze all’interno di un ambiente libero e sano". Qualsiasi siano le ragioni che hanno spinto l’azienda, la rimozione dei filtri è comunque una notizia positiva, specialmente se, come dice Campus X, non c’è alcuna intenzione di limitare, in futuro, la navigazione degli studenti.

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