Roma: Alemanno Sindaco. Zingaretti alla provincia

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Elezioni: al comune sale un sindaco di centrodestra, Gianni Alemanno. Alla Provincia vince il gay friendly del PD, Nicola Zingaretti. Giallo su una scritta inquietante apparsa in centro...

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"Se vince Alemanno scomparirà la comunità lgbt di Roma". Con queste parole Paola Concia scongiurava ai microfoni di Gay.it una possibile vittoria del candidato a Sindaco del centrodestra Gianni Alemanno. Adesso quella vittoria è arrivata: Alemanno ha sconfitto lo sfidante di centrosinistra Francesco Rutelli, già sindaco della Capitale, con una percentuale inequivocabile. Più del 53% degli elettori lo ha scelto come nuovo primo cittadino. Le conseguenze per la comunità lgbt romana si sapranno solo a mandato inoltrato, quando saranno chiare le scelte del nuovo eletto in tema di gaystreet, lotta all’omofobia, progetti già avviati nelle scuole, i finaziamenti alla cultura gay, lo spazio concesso al Gay Village ecc.

Per ora le dichiarazioni sono quelle di rito: «Abbiamo vinto una lunga battaglia. Quando si vince bisogna essere generosi, ci lasciamo alle spalle tutte le polemiche e i veleni di questa campagna elettorale. Sarò il sindaco di tutti, senza distinzioni. Oggi non ha vinto una parte, ha vinto tutta Roma.» E questo è solo uno stralcio delle buone intenzioni proclamate.

È andata diversamente nella sfida per la Provincia conquistata dal candidato del centrosinistra Nicola Zingaretti. Il fratello del noto attore Luca aveva dichiarato a Gay.it: «Abbiamo in mente di costituire strutture aperte alle persone che subiscono discriminazioni, violenze e abusi. Vogliamo aiutare chi si trova in difficoltà e non sa a chi rivolgersi. La vergogna e la paura di denunciare i fatti sono causa del ripetersi delle discriminazioni. A disposizione metteremo personale specializzato e preparato ad affrontare queste tematiche.»

La scritta apparsa in Piazza Vittorio Emanuele all’indomani del risutato politico nazionale la dice lunga sul clima pesante che si respirava in città a ridosso di questo appuntamento elettorale: "La ricreazione è finita". Per chi sarebbe finita, l’autore del gesto non lo ha detto. Ma nelle sedi delle associazioni gay che militano in città, Arcigay e Mario Mieli –  quest’ultima oggetto di un recentissimo atto vandalico di stampo fascista – un’idea ce l’hanno.

di Daniele Nardini

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