Roma, gay deve comprare in Vaticano medicine per la sifilide

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A causa del ritiro dal commercio di un farmaco per la cura della sifilide è costretto ad acquistarlo nella farmacia dello Stato del Vaticano. E a Roma altro...

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I medici del Policlinico Umberto I° di Roma si trovano nella stessa giornata protagonisti di due vicende distinte ma che per molti sono il segno della sessuofobia ormai dilagante. Da una parte il caso di un ragazzo gay, l’ennesimo, che si è visto rifiutare la richiesta di donazione del proprio sangue. Dall’altra la prescrizione di un farmaco per la cura della sifilide ormai ritirato dal commercio che un ragazzo gay ha dovuto acquistare nella farmacia del Vaticano a 10 volte il suo prezzo.

La donazione rifiutata – Nonostante sia in coppia da 5 mesi, uno in più

rispetto a quanto richiesto per la donazione del sangue, un ragazzo gay di Roma ha denunciato il divieto avanzato dai medici del Policlinico. "Al momento di sostenere il colloquio preliminare per la donazione – spiega il quarantenne campano e residente a Roma – ho fatto presente la mia situazione di omosessualità e l’addetto sanitario, di certo in maniera gentile, mi ha detto che non potevo donare in quanto il mio rapporto era considerato a rischio. Mi ha informato che i protocolli vietano le donazioni per chi abbia relazioni affettive stabili da meno di 4 mesi o per chi abbia avuto rapporti a rischio. Eppure avevo gia’ spiegato di convivere da circa 5 mesi con il mio compagno". "Non ho mai avuto rapporti a rischio – continua – , sono fedele al mio compagno con il quale convivo da più di 4mesi e l’ultima relazione prima di quella attuale l’ho avuto due anni fa. Dunque, e’ ampiamente superato il range di 6 mesi per il pericolo di incubazione di malattie trasmissibili sessualmente. Senza dimenticare che ci sono insospettabili mariti e mogli, dunque eterosessuali, che tradiscono e possono avere comportamenti sessuali a rischio", obietta. "Questo purtroppo non è il primo caso di questo genere che si verifica nel nostro paese – dice la deputata del PD Anna Paola Concia -. Per questo motivo aspettiamo con ansia le nuove direttive europee in materia, nelle quali deve essere rimossa definitivamente e in maniera chiara qualsiasi forma di discriminazione tra cittadini etero ed omosessuali, in particolare quando si parla di “relazione stabile” come requisito di idoneità per diventare donatori".

Il farmaco per la sifilide in Vaticano – Il secondo caso è reso noto

dall’associazione radicale Certi Diritti uno dei cui associati ha accompagnato un amico all’Umberto I° risultato positivo al test della sifilide. "Il medico dell’ospedale che si occupa di malattie infettive sessualmente trasmissibili – spigano i Radicali – gli ha prescritto una cura medica a base di penicillina per la cura della sifilide scoprendo però che lo Stato italiano da oltre un anno ha ritirato da tempo tale medicinale e che non è nemmeno mutuabile". Il ragazzo "si è visto così costretto a recarsi presso la Farmacia dello Stato della Città del Vaticano dove il farmaco è venduto in due varianti, una a base di anestetico al costo di 25 Euro a fiala per un totale di 750 Euro e l’altra, senza anestetico, al costo di 6 Euro a fiala per un totale di 180 Euro, senza alcun tipo di esenzione. Il costo del farmaco in Italia, fino a un anno fa, era di circa 2 Euro a fiala per costo complessivo di circa 60 Euro". Sulla vicenda sia i parlamentari Radicali che i Consiglieri Regionali Radicali "hanno preannunciato il deposito in tempi brevissimi di due interrogazioni alla Camera dei deputati e al Consiglio Regionale del Lazio".

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