ROMA: IL MOVIMENTO SI CONFRONTA

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Sabato 3 luglio tutti in piazza per il Pride della Capitale che rivendica le unioni civili. Il comunicato di adesione di Arcigay ORA: "Partecipiamo, ma occorre più collegialità".

Si svolgerà presso la Provincia di Roma, nella Sala Placido Martini di Palazzo Valentini, in via IV Novembre 119/A, domani venerdi’ 2 luglio la tavola rotonda nazionale sull’unita’ del movimento glbt; l’incontor sarà moderato da Vanni Piccolo, esponente storico del movimento.
L’incontro anticipa la sfilata di sabato 3 luglio, che inizierà alle ore 16 da Piazza della Repubblica, e si conluderà con la festa finale gratuita con concerto di Roberto Angelini presso Laltrasponda. La manifestazione romana, che si celebra a 10 anni dal primo Pride di Roma e a 35 anni dalla rivolta di Stonewall intende non solo celebrare la Giornata dell’Orgoglio glbtq, ma anche «perché di lotte e di richieste c’è ancora e sempre bisogno, perché è ancora urgente manifestare, perché di visibilità si vive, mentre chi si accontenta muore».
Secondo gli organizzatori, «l’elemento di forza del Pride romano è l’adesione massiccia alla manifestazione, infatti le organizzazioni presenti nel comitato vanno da Arcigay, al MIT (Movimento Italiano Transessuali), fino ad arrivare alle realtà antagoniste. Una forza che è determinata dalla volontà di iniziare un percorso unitario attraverso un confronto democratico all’interno del composito movimento glbtq».
Alla manifestazione sono stati invitati tutti i leader del centrosinistra. «A chi di loro non ci sarà – comunica il circolo Mario Mieli – verrà offerta una torta da spalmare sulle rispettive foto, un pan di Spagna o una zuppa inglese, a ricordare che anche Zapatero e la regina Elisabetta vogliono le Unioni Civili».
Per Arcigay Roma – Gruppo ORA, «il Gay Pride di Roma rappresenta ogni anno l’occasione per la comunità GLBT di gridare sotto i palazzi del potere la sua rabbia per i diritti negati. Una grande Capitale europea, dove tra poco si firmerà la costituzione dell’U.E., ha bisogno di un grande Pride».
«In questo momento storico – prosegue il comunicato dell’ORA – in presenza delle dichiarazioni di quanti negli ultimi giorni hanno annunciato di non volere partecipare al Pride, rispondiamo che sarebbe una leggerezza imperdonabile abbassare la guardia di fronte al silenzio della nostra classe politica e di quanti hanno interesse a occultare le nostre rivendicazioni».
Il Gruppo ORA sottolinea l’importanza di attivare un progetto unitario, «attribuendo maggiore collegialità alle decisioni politiche e organizzative di un Pride capace di parlare a più voci. L’ARCIGAY, la principale organizzazione gay nazionale non può essere tenuta ai margini dell’organizzazione del Pride della capitale, Pride che Arcigay Roma – Gruppo ORA constata essere quello con la maggiore visibilità politica e copertura mediatica».

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