Roma, omicidio Giacalone: indagini nel buio

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Gli investigatori sono sempre più convinti che si sia trattato di un omicidio che ha a che fare con l'omosessualità della vittima.

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Pochi indizi aiutano gli inquirenti nella soluzione del caso dell’omicidio di Benito Giacalone a Roma: la "pista gay" sembra ancora la più probabile, e tutto lascia pensare che l’uomo conoscesse la persona o le persone che lo hanno legato al letto e gli hanno chiuso la bocca con del nastro da pacchi. La posizione in cui è stato rinvenuto il cadavere di Benito Giacalone farebbe pensare a un’aggressione premeditata, portata a compimento da individui che il pensionato era solito ricevere in casa, senza curarsi troppo dei commenti dei vicini.

Sono, naturalmente, stati esaminati i tabulati delle due linee, cellulare e via cavo, in utenza alla vittima. Lunedì l’ex sarto aveva ricevuto diverse chiamate, ora tutte al vaglio della polizia.

E’ possibile che l’autore dell’omicidio sia un extracomunitario che la vittima ha fatto entrare in casa per avere con lui un rapporto sessuale: le indagini, anche per questo motivo, si stanno svolgendo anche presso la parrocchia di San Felice da Cantalice e il centro Caritas dove il pensionato faceva volontariato. L’ipotesi che la vittima possa aver conosciuto i suoi aggressori nel corso della sua attività di assistenza agli emarginati e ai ragazzi di strada è abbastanza credibile, e viene messa in relazione a un paio di testimonianze nelle quali si parlerebbe di giovani stranieri, forse dell’Est europeo, visti nei giorni scorsi fuori dal palazzo.

«Chiediamo alle nostre istituzioni – ha detto il presidente del circolo Mario Mieli, Massimo Mazzotta, commentando il numero di delitti di omosessuali che si sono verificati a Roma quest’anno – di dare un chiaro segnale che metta fine all’omofobia nel nostro paese». «Non ce la facciamo più neanche a tenere il conto delle nostre vittime», osserva Massimo Consoli, uno dei fondatori del movimento omosessuale in Italia, che invita la comunità gay romana e i singoli individui (lesbiche, bisessuali e transgender) a partecipare stasera a un incontro sulla violenza metropolitana al circolo «Events».

Il deputato e presidente onorario di Arcigay Franco Grillini, inoltre, ieri pomeriggio ha incontrato l’assessore alla Sicurezza Liliana Ferraro e il comandante della polizia municipale, ai quali ha proposto di istituire nell’ufficio sicurezza del Campidoglio un settore con persone che conoscano la materia e una campagna di informazione e prevenzione rivolta in particolare agli omosessuali a rischio, oltre i 50 anni di età, e a coloro che si prostituiscono.

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