ROMA: PIÙ CHE UN PRIDE, UNA FESTA

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Trentamila persone nella Capitale hanno sfilato per i diritti glbt e il riconoscimento delle unioni civili. Una gigantesca torta nuziale pare il corteo. Cronaca e foto.

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ROMA – E il Roma Pride “unitario” 2004 ebbe luogo. I trentamila gay (fonte ANSA) si sono mossi poco dopo le 17 da piazza della Repubblica invitati dalle parole della “mitica” Raffa: “fiesta que es fantástica fantástica esta fiesta”. Sì, perché di festa del movimento glbt si è trattata. Così l’hanno vissuta i partecipanti, così l’hanno percepita coloro che erano ai bordi della strada, così l’hanno comunicata i mass media. Una festa “del decennale” aperta dallo striscione con lo slogan “Unioni civili subito”.

I partecipanti. Trentamila secondo gli organizzatori, molti di meno secondo le forze dell’ordine. Di certo tanti che hanno sfilato per le vie storiche di Roma da piazza della Repubblica, alla centrale via Merulana, via Labicana sbucare su via dei Fori Imperiali e, quindi, nei pressi di piazza Venezia. Un corteo festante, gioioso.
Ad aprire la manifestazione, quattro motociclisti e un carro su cui campeggiava un’enorme torta di cartapesta a più piani, ornata da veli bianchi e rosa. Intorno tanti palloncini bianchi e drag queens che ballavano al ritmo di music house. “Torta nuziale” per festeggiare le coppie di fatto, ma anche riferimento alla provocazione lanciata nei giorni scorsi da Rossana Praitano, presidente del Mario Mieli, che aveva promesso “una torta in faccia” ai politici che non fossero intervenuti al corteo. «Quella era una provocazione, non ci saranno magari torte in faccia, ma fiocchetti di panna forse sì». Ma di politici ce n’erano. Primo fra tutti Franco Grillini, primo firmatario della proposta di legge sulle unioni civili che è stata calendarizzata in Parlamento proprio questi giorni.

E poi Nicola Zingaretti, europarlamentare dei DS, il presidente dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio, Giovanni Berlinguer, leader del Correntone Ds. E ancora il capogruppo europeo dei Verdi Monica Frassone, Niki Vendola (PRC), il capogruppo di Rifondazione alla Camera Franco Giordano. L’amministrazione comunale di Roma era presente con l’assessore all’ambiente Dario Esposito e con il capogruppo capitolino dei DS Enzo Foschi. Per la provincia di Roma c’era il vicepresidente Rosa Rinaldi. E il carro della CGIL che chiudeva il corteo. Tutta Roma, poi, era tappezzata da manifesti che dicevano “I Democratici di Sinistra di Roma per le unioni civili al Gay Pride” e indicavano data, ora e luogo dell’appuntamento.
Diverse le associazioni glbt presenti (almeno una trentina): dal Gruppo Pesce a quello degli Orsi, Nuova Proposta e Agedo, Arcigay, Arcitrans… e molte coppie provenienti da tutt’Italia e anche dall’estero.
Davis, giovane di Roma, ci ha detto: «Io ero al Pride di Grosseto. E ora sto dando il meglio di me per questo di Roma. E’ importante scendere in piazza per sensibilizzare le persone e per lottare per i nostri diritti. Si può discutere quanto si vuole, forse questa non era la data migliore visto che a Roma de ‘sto periodo ci sono solo turisti, ma non è lecito pensare che non si debba fare il pride. Dobbiamo farci vedere, sempre e comunque!».

Di curiosi ce n’erano molti lungo le strade. In molti si sono affacciati dalle loro abitazioni per via dell’improvviso silenzio dovuto al blocco delle macchine e della musica che annunciava l’arrivo della manifestazione. Giovani, anziani, uomini, donne, bambini… in molti si sono fermati lungo il ciglio delle strade per assistere alla manifestazione. Moltissima gente era assiepata lungo via dei Fori Imperiali, folla che continuava a crescere sempre più perché usciva dalla fermata della metro Colosseo. Molti i turisti (e gli immancabili giapponesi che hanno fotografato tutto!). Marta, una donna dell’impresa delle pulizie della metro, appena si è resa conto che stava passando il pride si è fermata, ha chiamato i suoi figli che giocavano lì nei pressi, e li ha portati a vedere la sfilata dicendo loro: “Dobbiamo essere presenti, perché al mondo siamo tutti uguali!” e si è “spellata” le mani a furia di applaudire al passaggio del corteo…
E questa volta i media si sono “accorti” del Pride.

L’ANSA ha subito battuto la notizia che la manifestazione era cominciata dando le prime informazioni di base. Notizia che è stata ripresa da Repubblica e dal Corriere della Sera che, però, ha parlato solo dei Pride che si tenevano in altre città europee (e nell’edizione online del 4 luglio, nella rubrica “La foto del giorno”, pubblica una foto del pride israeliano con la seguente didascalia: “Medio Oriente Gay. A Tel Aviv (Israele), giovani sfilano alla marcia annuale del gay-pride, manifestazione che si svolge oggi contemporaneamente in varie città del mondo, come Londra e Roma“). Il TG3 regionale del Lazio delle ore 19,35 ha dedicato un servizio a cura di Stefano Orsini nel quale oltre a raccontare del Pride ha anche intervistato una coppia etero presente al Pride. Il TG1 delle 20 ha dato la notizia dicendo che “decine di migliaia di persone hanno sfilato oggi lungo le strade di Londra, Madrid, Budapest e Roma per la giornata del gay pride, l’orgoglio omosessuale” e, mentre andavano le immagini del Pride di Londra, il giornalista da studio diceva: “Palloncini e musica a Roma per un corteo che ha marciato a favore delle unioni di fatto”. L’AGI ha battuto la notizia che poi è stata ripresa da molti quotidiani.
E la festa che si era aperta con la coinvolgente musica della Carrà si è conclusa con l’intrigante musica di Roberto Angelini, che ha tenuto un concerto a Laltrasponda, lungo il biondo Tevere. E chissà se il Gattomatto che supplica: “lasciami entrare – te lo chiedo per favore! -, sarò il gatto più fedele che tu abbia conosciuto mai…” non possa essere quasi una metafora per il mondo glbt che bussa alle porte della politica per chiedere il riconoscimento delle unioni di fatto? Magari se come lui “non lasciamo dormire più” i politici qualcosa di certo otterremo.
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di Roberto Russo

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