Roma Pride a rischio. Ancora un no al percorso

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A meno di due settimane dal Pride romano, l'amministrazione nega un altro percorso, stavolta alternativo a quello che prevedeva la conclusione in piazza San Giovanni. Organizzati sit-in e...

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Una raccolta firme, un sit-in, un appello al Prefetto e addirittura al Ministro dell’Interno Maroni. E poi chissà cos’altro ancora. La comunità gay di Roma si mobilita contro l’ennesimo divieto da parte del Comune al percorso per il Gay Pride del prossimo 13 giugno.

A meno di due settimane dall’evento, quindi, l’organizzazione del Roma Pride non ha un percorso da pubblicizzare ai partecipanti – attesi da tutta Italia come ogni anno -, né da comunicare ai carri che sfileranno per l’occasione. Una situazione che sta creando non poco disagio e che si avvia ad un conflitto tra associazioni lgbt e istituzioni di non facile risoluzione.

Questa volta il prefetto ha negato un tragitto che sarebbe partito da piazza della Repubblica per arrivare fino a piazza Navona. Nel mezzo – fanno sapere dalla Prefettura – c’è una piazza Venezia con non meglio precisati obbiettivi sensibili. Ancora prima di questo diniego era arrivato quello che prevedeva la conclusione in piazza San Giovanni. In cambio è stato proposto un altro percorso ancora, più corto. Molto più corto. E allora che fare? La soluzione, per adesso, non c’è. Perché di deroghe ai sei percorsi standard previsti per ogni manifestazione, le istituzioni non ne vogliono sapere. Nonostante vengano concesse eccezioni a raffica per qualsiasi manifestazione nazionale che si svolga in città, gli organizzatori del Pride romano devono scegliere tra uno di quei sei snodi – tutti impraticabili per l’alto tasso di partecipazione e per la presenza dei carri, fanno sapere dal circolo di cultura omosessuale Mario Mieli -.

Intanto la mobilitazione è partita. «Abbiamo fatto ricorso legale al Tar e al Presidente della Repubblica contro i provvedimenti della Questura, attraverso il patrocinio degli avvocati Guido Calvi e Gian Michele Gentile» dicono dal Mieli. La deputata del Pd, Anna Paola Concia, ha scritto al ministro dell’Interno Maroni perché adotti ogni misura necessaria allo svolgimento del corteo «in un clima di serenità e con un percorso adatto al genere di evento». Una "maratona dei diritti" si svolgerà sabato nella gay street a partire dalle ore 22.

Se tutto questo non bastasse «siamo pronti a spostare la data della parata in attesa dell’esito giudiziario, che annullerebbe i vari dinieghi, compreso Piazza San Giovanni.»

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