Roma Pride, i frati: “Per noi Piazza San Giovanni è libera”

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I frati che organizzano la processione di S. Antonio hanno dichiarato che a loro Piazza San Giovanni non serve. Il comitato Roma Pride: "Pronti a cambiare il percorso,...

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La motivazione ufficiale per cui Piazza San Givanni è stata negata agli organizzatori come punto di arrivo della manifestazione dell’orgoglio gay era la concomitanza di una processione religiosa in partenza da via Merulana il cui percorso e arrivo avrebbe coinciso con quello del Pride. Ma dalle pagine del Corriere della Sera di oggi si apprende che la concomitanza non c’è più. Anzi, non c’è mai stata. E a dirlo non sono gli organizzatori del Pride, ma Frate Fernando Campagna, il "padre guardiano" della comunità di frati minori che ogni anno, proprio il 13 giugno organizza la processione per Sant’Antonio. Frate Fernando ha anche precisato che l’unica cosa che loro chiedono è "rispetto e pace".

"Noi non neghiamo la cultura degli altri – ha dichairato Frate Fernando – ma non vogliamo che la nostra sia oppressa. La processione partirà per le sette della sera, da via Merulana poi via Machiavelli, piazza Dante, via Tasso, via Fontana e di nuovo via Merulana. È il nostro percorso da sempre. Se la loro manifestazione non entra nelle nostre strade, nessun problema". E aggiunge: "Ma noi non passiamo per Piazza San Giovanni, neanche entriamo lì". Insomma, a questo punto è ufficiale: la piazza in cui da sempre si conclude il Pride romano (a parte l’edizione dello scorso anno quando venne negata per la prima volta) non è occupata da nessun’altra manifestazione o processione religiosa. Il problema, quindi, è politico.

Tanto più che il comitato organizzatore del corteo lgbt ha fatto sapere di essere disponibile anche a cambiare il percorso, in acordo con le autorità competenti, e l’ora della manifestazione, per non interferire con la processione di Sant’Antonio, purché si arrivi a Piazza San Giovanni. La patata bollente, adesso, torna alla questura e al sindaco che, a questo punto, sono a corto di motivi per negare la piazza al Pride.

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