Roma Pride. In strada il 13 giugno

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La silhouette della Statua della Libertà come simbolo del Gay Pride di Roma, evento da sempre catalizzatore di grandi presenze e grandi polemiche. E sarà la seconda volta...

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Nel giorno in cui era stato fissato il Pride nazionale di Genova, poi rimandato al 27 giugno, si snoderà per le strade di Roma il Pride della capitale, tradizionale appuntamento in grado di attrarre migliaia di partecipanti e che in molti vorrebbero fosse l’unica manifestazione dell’orgoglio riconosciuta come "ufficiale".

L’annuncio è stato diramato dal coordinamento "Roma Pride" di

cui fa parte il circolo di cultura omosessuale Mario Mieli. "Il 2009  – si legge nel comunicato – è per noi un anniversario particolarmente significativo: nel 1969 i moti di Stonewall, a New York, diedero il via ad una serie di manifestazioni di protesta in tutto il mondo che chiedevano diritti e dignità per le persone omosessuali e transessuali. A quarant’anni da quella storica ribellione ancora molto lavoro deve essere fatto per la piena libertà delle persone lgbtq. In Italia nulla è cambiato in questi ultimi anni e riteniamo questa situazione particolarmente grave: nessuna legge a tutela delle persone lgbtq, nessun riconoscimento di diritti civili e sociali; l’Italia è un’ombra grigia nel panorama della comunità europea."

Non spaventa quindi la coincidenza con l’appuntamento elettorale. Se il Governo non cambierà opinione, infatti, in quel fine settimana gli italiani saranno chiamati alle urne per esprimersi sulla legge elettorale tramite un referendum. 

Complice l’entusiasmo per l’elezione di Obama, il simbolo scelto è per la prima volta quello di uno stato estero. La silhouette della Statua della Libertà spicca dietro un’ombra a forma di penisola italiana, mentre la libertà è un concetto ripreso anche nello slogan "Liberi tutti, libere tutte" nei colori della città, il giallo e il rosso.

Per la seconda volta toccherà al sindaco Gianni Alemanno dover

interloquire col comitato promotore e parlare insieme del percorso e presumibilmente del patrocinio agli eventi culturali, artistici e sportivi a margine della manifestazione. Ma la bozza di piattaforma non fa presagire per il meglio. Nella manifestazione dei diritti gay confluiranno anche i temi e i giudizi sull’operato del governo di centrodestra: il Pride sarà "una protesta su come l’attuale Governo sta gestendo improvvidamente i temi della sicurezza, del testamento biologico, del lavoro, dei migranti e della crisi economica in atto" fa sapere il Comitato. Per il Pride del 2008 il sindaco – che era stato eletto da nemmeno un mese – si trovò a dire: «il Gay Pride è un fatto di esibizionismo sessuale e io sono contrario all’esibizionismo sessuale, sia omosessuale sia eterosessuale. A me non piace questa forma un pò aggressiva e non positiva neanche per chi manifesta».

Al contrario la decisione sul patrocinio della Provincia di Roma è prevedibile ma non scontata. Alla presidenza siede Nicola Zingaretti, già finanziatore degli eventi correlati al Roma Pride del 2008 e anche di altre iniziative delle associazioni gay romane.

(Foto di copertina: Giovanni Dall’Orto. Altre foto: Fabrizio Calzaretti)

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