Roma: "Giorni", amore e Aids al cinema

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Anteprima romana per la pellicola di Laura Muscardin che narra la storia di un sieropositivo alla riscoperta della passione e dei sentimenti.

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Da oggi, venerdì 23 novembre, verrà proiettato in anteprima nella sala romana del cinema Lucky Blu, il film "Giorni" della regista Laura Muscardin. La sceneggiatura è liberamente tratta dall’opera teatrale “Il volto dell’assassino” di David Osorio: Claudio, 35 anni, dirigente di banca è sieropositivo da dieci anni. Le sue giornate sono scandite dagli orari in cui deve prendere le medicine, dalle visite mensili di controllo in ospedale, dalla corsa abituale giornaliera e dalla sua relazione con Dario; un rapporto solido che va avanti ormai da molti anni. E’ quasi impossibile pensare a lui senza associarlo alla parola equilibrio, caratteristica che fa di lui un punto di riferimento non solo per Dario, per gli amici, ma anche per la madre e per la sorella, Laura, con la quale ha un rapporto molto stretto. Una sera Claudio rivede Andrea, un ragazzo con cui aveva avuto un rapporto occasionale qualche tempo prima. Andrea è giovane, vitale, di una bellezza particolare. Non è certo la prima volta che Claudio ha un avventura, ma da subito capisce che quell’incontro non sarà come gli altri. C’è qualcosa di misterioso e profondo in quel ragazzo al quale non riesce a sottrarsi. L’amore incondizionato di Andrea lo travolge e tutta la sua vita così ben organizzata, improvvisamente, sembra sfuggirgli tra le mani. Per un attimo Claudio assapora la leggerezza della vita, per Andrea la malattia di Claudio è qualcosa di lontano, vuoto, privo di significato. Si comporta come nessuno si è mai comportato prima con lui: non lo protegge, non accetta nessun tipo di limite e anzi va oltre…

Nelle note di regia, Laura Muscardin scrive: «Giorni è una storia d’amore. In questo film cerco di capire quanto forte possa essere l’impatto dell’amore e della passione su qualcuno che deve affrontare giorno dopo giorno l’idea della morte, come Claudio –il protagonista- dice al suo medico: “La terapia è uno sforzo senza fine”».

«Sembra impossibile per un sieropositivo poter sopravvivere senza dover cancellare una parte di se stesso, ma in un certo modo questo è valido anche per tutti noi. Al momento di descrivere la vita di Claudio ho sottolineato il suo essere un uomo organizzato e serio, forse anche noioso, ma comunque soddisfatto della propria vita. Eppure c’è un timore indefinito che lo insegue. E’ questo timore che io riconosco: la stessa paura che ogni essere umano sente di fronte all’incertezza della vita, all’amore, all’incapacità di controllare quello che gli succede. Andrea, il coprotagonista, arriva nella vita di Claudio distruggendo tutte le protezioni costruite negli anni, costringendolo ad affrontare il suo destino, a capire l’abisso della passione e il caos che ne scaturisce. L’omosessualità è la cornice di questa storia, ma non è il tema del film. Dato che la maggior parte dei personaggi sono gay è ovvio che questo definisca un certo ambiente, ma io continuo a pensare a Claudio e ad Andrea come due persone innamorate, niente di più. Per il cinema italiano questo è un tema forte. Non riesco a ricordarmi un ritratto di un personaggio gay senza l’aggiunta di un tono tragico o comico per sottolinearne una supposta “anormalità”. E in qualche modo posso dire lo stesso riguardo ai sieropositivi. Al di là di questo, questa storia parla di chiunque, come diceva un poeta, tutti abbiamo incontrato la malattia del vivere. Soffriamo a causa della nostra condizione umana e la “terapia” per questo è uno sforzo senza fine, è la vita stessa».

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David Osorio (autore e sceneggiatore) “Giorni” come il “Il volto dell’assassino”, testo teatrale dal quale è stato liberamente tratto, nasce dalla idea di quanto siamo poco abituati a ricevere grandi prove d’amore e quando ci capitano, se ce ne accorgiamo, non sappiamo come affrontarle. Questo è il motivo che ci ha spinto a indagare in modo più approfondito sul coraggio, la sfrontatezza, con le quali si può decidere di affrontare la vita, contrapposte alla misura, all’esitazione, alla paura. Paura istintiva per la propria salvaguardia, quindi comprensibile, che ti assicura un’esistenza equilibrata, magari anche soddisfacente, ma priva di autentici slanci vitali"

GIORNI, un film di Laura Muscardin
venerdi’ 23 novembre al Cinema Lucky Blu di Roma (Borgo S. Spirito, 75)
Soggetto e sceneggiatura di David Osorio, Monica Rametta e Laura Muscardin
Sceneggiatura vincitrice del “Premio Solinas” nel 1997

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