Roma: “via le lesbiche dalla scuola”

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Sui muri della scuola scritte omofobe e intimidatorie, che qualcuno liquida come semplici “bravate”. Quali i segnali provenienti dalle Istituzioni al moltiplicarsi di questi fatti?

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ROMA – Scritte omofobe sui muri del Liceo Aristofane, situato nel IV municipio di Roma: “Via le lesbiche dalla scuola”, dice il messaggio, che suona quasi come un ordine e pertanto ha un sapore intimidatorio. Il problema del bullismo omofobico non è solo italiano, e in altri paesi sono state avviate campagne apposite per combatterlo. Il fatto nella scuola romana avviene però in un periodo nel quale si assiste a una certa recrudescenza d’intolleranza generale nei confronti della comunità gay e lesbica italiana, basti pensare all’ultimo caso in ordine di tempo, quello delle svastiche disegnate in casa e sull’auto di una coppia di ragazze lesbiche nel bresciano.
Andrea Maccarrone del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli di Roma esprime «viva preoccupazione» rispetto al fenomeno. Nello specifico del caso del liceo romano si parla di sconcerto suscitato dalle «parole della vice-preside dell’istituto Wanda Macrì che, nel commentare l’episodio, minimizza parlando di semplici “bravate”. Parlare di bravate di fronte a manifestazioni di razzismo e incultura talmente evidenti da essere state denunciate con forza dagli stessi studenti, appare in netto contrasto con il ruolo educativo e di formazione civile e democratica che dovrebbe avere la scuola.» Per questo il Mario Mieli «chiede al Comune di provvedere al più presto e chiede di poter incontrare quanto prima la vice-preside per valutare insieme interventi rivolti a contrastare discriminazioni, omofobia e razzismo». Il Dirigente Scolastico del Liceo Classico e Linguistico Statale Aristofane Dott. Claudio Salone ha invece espresso tutta la sua preoccupazione di fronte ad attacchi mirati e ignobili come quello subito dalla sua scuola e ha sottolineato che le dichiarazioni della professoressa Macrì non corrispondono a verità. Un incontro tra esponenti del Mario Mieli e del liceo avverrà martedì 21. Secondo il direttivo dell’onlus Di’Gay Project «Questo ultimo episodio rafforza sempre di più la necessità, che nelle scuole italiane ci siano dei momenti in cui, ragazzi/e e personale docente, riflettano su cosa vuol dire essere omosessuale nelle nostre scuole in questo clima di odio e disprezzo (purtroppo ben rappresentato nelle scritte incriminate).»
Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma, rivela che molte segnalazioni di situazioni simili sono state ricevute dalla Gay Help Line anche da altre scuole. «Purtroppo – dice Marrazzo – al nostro numero verde, 800 713 713 Gay Help Line, non vengono solo segnalate tali scritte, ma sono giunte anche centinaia di telefonate (solo in questo nuovo anno scolastico) che denunciano tutte le offese, verbali e fisiche, che gli studenti gay e lesbiche subiscono spesso in silenzio nella loro scuola. Questo dimostra che le scuole romane sono spesso impreparate ad affrontare tali temi, e a formare gli studenti, causando così la sofferenza di molti studenti gay e lesbiche, stimati in oltre 30.000 tra Roma e Provincia.» Occorre evidentemente che le istituzioni sia scolastiche che politiche non rimangano indifferenti al fenomeno. L’Arcigay di Roma chiede «all’Assessore Coscia del comune di Roma, anche alla luce di tali eventi, di iniziare al più presto il progetto sul Bullismo scolastico, contro l’omofobia rivolto agli studenti delle scuole superiori, che da tempo le abbiamo richiesto, da effettuare presso le scuole in modo analogo ad altri progetti del comune come ad esempio il progetto per l’Africa, come ad esempio la Regione Marche ha già iniziato in questi giorni.» Il Ministero della Pubblica Istruzione ha dichiarato che invierà un ispettore per accertare i fatti e per valutare eventuali provvedimenti. (Roberto Taddeucci)

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