Romania, a fine 2017 nuovo referendum per impedire i matrimoni gay

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In autunno toccherà al Senato, poi via libera a un referendum di conferma.

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Tra qualche mese i cittadini rumeni saranno chiamati a esprimersi in un referendum di natura etica: il tema? L’adozione di una definizione di famiglia più restrittiva rispetto a quella della Costituzione.

Il referendum di modifica della Costituzione in Romania è un evento senza precedenti per la giovane democrazia rumena e nasce da una proposta partita dal basso, con la raccolta di oltre tre milioni di firme voluta da Coalitia Pentru Familie (“Coalizione per la famiglia”, un consorzio di associazioni nato nel 2015 per tutelare la famiglia tradizionale) e sostenuta dalla Chiesa Cattolica e da quella Ortodossa. Tra queste associazioni c’è chi invoca lo studio della religione ortodossa nelle scuole del Paese, chi vorrebbe limitare l’aborto e chi propone cure per l’omosessualità.

L’obiettivo è uno e uno solo soltanto: impedire un’eventuale istituzione del matrimonio egualitario in Romania.

I sostenitori chiedono la restrizione di una frase contenuta nell’articolo 48: “La famiglia è fondata sul matrimonio libero e consensuale tra gli sposi”. Una frase ritenuta troppo vaga. La si integrerebbe con l’aggiunta di un “tra uomo e donna”.

Dopo le firme deposte nel maggio 2016 e il via libera tecnico della Corte Costituzionale di luglio, il 9 maggio 2017 la Camera dei Deputati ha adottato a larga maggioranza la modifica costituzionale. Modifica che sarà sottoposta anche al Senato in autunno e sottoposta a un referendum popolare di conferma tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018. Il quorum è fissato al 30%.

Fonte: East Journal

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