Romania: vietato discriminare i gay

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L’abrogazione delle leggi che criminalizzavano le relazioni omosessuali in Romania fa aumentare la pressione su Cipro, Ungheria e Bulgaria perché abroghino le loro leggi discriminatorie.

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Brussels ­ L’annuncio di sabato dell’abrogazione dell’Articolo 200 del codice penale rumeno è uno storico e fondamentale passo in avanti verso la completa eliminazione in Europa di ogni legge che criminalizzi le relazioni omosessuali. E’ la conclusione di quasi dieci anni di lotte, portate avanti per la maggior parte di questo tempo dall’associazione nazionale rumena per le persone lesbiche, gay, bisessuali e transessuali, ACCEPT.

Ciò significa che ogni disposizione discriminatoria nei confronti delle relazioni omosessuali è stata oggi eliminata dalla legge penale rumena.

Le pressioni provenienti dall’Unione Europea hanno dato un contributo importante perché oggi si potesse raggiungere questo risultato. Effettivamente, solo pochi mesi fa, nel Settembre del 2001, il Parlamento Europeo ha invitato la Romania all’abrogazione dell’Articolo 200, come prerequisito per divenire membro dell’Unione Europea.

Anche l’Estonia e la Lituania hanno recentemente abrogato le loro leggi che discriminavano le relazioni omosessuali in preparazione alla loro partecipazione all’Unione. Restano quindi solo tre paesi candidati all’ adesione, Cipro, Ungheria e Bulgaria, che mantengano leggi discriminatorie. Nel Settembre del 2001 il Parlamento Europeo ha richiamato anche questi paesi affinché revochino dette leggi.

L’abrogazione dell’Articolo 200 non è una buona notizia solo per la Romania: è stato finalmente promulgato il Decreto del Governo sulla prevenzione e la repressione di ogni forma di discriminazione, inclusa quella motivata dall’ orientamento sessuale.

Tatjana Greif (Slovenia), membro del direttivo di ILGA-Europa, ha commentato: “Questo è un grande giorno per la comunità lesbica, gay, bisessuale e transessuale rumena. ACCEPY ha combattuto in maniera determinata e coraggiosa per l’abrogazione dell’Articolo 200, scontrandosi con una violenta omofobia; sono un esempio estremamente positivo per le comunità LGBT di tutto il mondo”.

Nigel Warner (Regno Unito), sempre del direttivo, ha aggiunto: “Non bisogna dubitare dell’importanza che ha l’insistenza dell’Unione Europea sui diritti di lesbiche, gay, bisessuali e transessuali nel contesto dell’Allargamento ad Est. Cipro, Ungheria e Bulgaria devono riconoscere che la loro partecipazione all’Unione Europea verrà rifiutata a meno che non ritirino le loro leggi discriminatorie”.

Il co-presidente Kurt Krickler (Austria) ha aggiunto: “Questi sviluppi mettono in rilievo ancora una volta il vergognoso gioco di due pesi e due misure messo in atto da quegli stati membri dell’UE, l’Austria, la Grecia, l ’Irlanda, il Portogallo ed il Regno Unito, che mantengono ancora leggi discriminatorie. Se la Romania, che da relativamente poco tempo si è affacciata alla democrazia ed al rispetto dei diritti umani, riesce a conformarsi agli standard dei diritti umani dell’Unione Europea, cosa trattiene questi altri paesi dal fare altrettanto?”

Con lui anche l’altro membro del direttivo, Riccardo Gottardi (Italia, nella foto): “Non possiamo che sperare che anche paesi più “civilizzati” come l’Italia, che bene dovrebbero conoscere quanto può essere violenta e pericolosa la discriminazione, seguano l’esempio della Romania ed estendano la protezione offerta dalle loro leggi contro la discriminazione per tutelare anche le persone omosessuali”.

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