Romney contro la registrazione dei figli dei gay

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Da governatore, Romney fece di tutto per complicare la registrazione die figli delle coppie gay. Obama, invece, esprime supporto ai matrimonigay nei paesi in cui si votano i...

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E’ ancora il tema dei diritti gay a tenere banco nella campagna elettorale per la presidenza degli Stati Uniti. Se da una parte, infatti, continuano ad emergere elementi a conferma dell’omofobia innata del candidato repubblicano Mitt Romney, Il candidato democratico e presidente uscente Barack Obama ha annunciato il proprio sostegno al matrimonio gay in tre dei quattro stati in cui tra due settimane si voteranno i referendum proprio su questo tema.
Romney è stato accusato dal Boston Globe di aver fatto di tutto per rendere difficile alle coppie gay la registrazione dei figli ai tempi in cui era governatore del Massachusetts. A quanto pare, l’intera vicenda si è snodata introno al modulo per la registrazione dei nuovi nati che, in conformità alla legge sulle unioni gay approvata dallo stato nel 2003. Quella definizione "padre o secondo genitore" sul certificato di nascita rivisto dal Registry of Vital Records and Statistics, a Romney proprio non andava giù.

Il governatore avrebbe chiesto che fosse il suo staff legale ad esaminare singolarmente i casi di bambini di coppie dello stesso sesso. Solo dopo l’approvazione da parte dei legali, all’ospedale sarebbe stato permesso di segnare a mano la casella "padre" e aggiungere a penna "secondo genitore". Nonostante gli avvertimenti sul fatto che questa pratica fosse illegale e mettesse i genitori gay su un piano svantaggiato, la procedura ufficiale è rimasta questa finché Romney ha continuato a governare lo stato nel 2007.
Sul fronte diametralmente opposto, Barack Obama si è espresso ancora una volta a favore del matrimonio gay, annunciando il suo supporto alle nozze gay a Washington, Maine e Maryland, tre dei quattro stati nei quali proprio su questo gli elettori sono chiamati ad esprimersi con un voto referendario.
"Nonostante il presidente non interviene in ogni singolo referendum di ogni stato – ha dichiarato un portavoce – egli crede nella necessità di trattare tutti equamente, con dignità e rispetto".

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