ROSA E CORNELIA

di

Al cinema, un amore saffico come tanti.

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Il film è ambientato a Venezia nel 1748.

Durante il Carnevale, la contessina Cornelia s"innamora degli occhi verdi di un misterioso uomo mascherato. Rimane incinta, e i genitori decidono di rinchiuderla nella tenuta di campagna per evitare uno scandolo che comprometterebbe l"imminente matrimonio con il Duca di Fontanges.

Insieme a lei, vanno la nutrice Piera e la poverissima, e anch"essa incinta, Rosa. Durante l"attesa tra le due si crea un legame forte che fa scoprire loro il piacere di stare bene insieme, l"affetto vero. Cornelia non vuole il bambino, Rosa invece è felice della sua gravidanza e trasmetterà la sua gioia all"amica fino a farle cambiare idea.

Un rapporto d"intimità e confidenza nato dall"inconsapevolezza. Troppo abituate a un mondo fatto di crudeltà e intrighi, entrano in un"altra dimensione che le segnerà per sempre.

Poi arriva il momento del parto. Cornelia sta mettendo al mondo il suo bambino, Rosa cade e partorisce una bambina. Inizia la tragedia, Rosa e Piera, e soprattutto i genitori, hanno tenuto nascosta una verità che per Cornelia si rivelerà terribile.

A parte il contesto e il senso della tragedia, volendo estrapolare il contenuto saffico si può dire che il regista ha piacevolmente trattato il rapporto tra donne nel periodo adolescenziale, quando l"inconsapevolezza lascia spazio all"istinto e al bisogno di tenerezza e amore attraverso un linguaggio conosciuto e accessibile.

Il film è scorrevole. Brava Stefania Rocca, anche se il dialetto veneziano a un certo punto risulta fiacco e faticoso da seguire.

Merita di essere visto, se non altro per la bellezza di Stefania e Chiara Muti, la sensualità di alcuni momenti, le intenzioni di Giorgio Treves, che ha curato la sceneggiatura insieme a Francois De Maulde e Remo Binosi, e per il contesto di un"epoca sempre affascinante.

di jaguar

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