Ruini: “Niente unioni civili: aprono la strada al matrimonio”

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L'ex capo della Cei contro i sindaci che hanno trascritto i matrimoni egualitari.

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“Se c’è qualche diritto attualmente non tutelato che è giusto tutelare, e ne dubito, per farlo non c’è bisogno di riconoscere le coppie come tali; basta affermare i diritti dei singoli. Mi pare l’unico modo per non imboccare la strada che porta al matrimonio tra coppie dello stesso sesso”. Così il cardinale Camillo Ruini, all’indomani della chiusura del Sinodo dei Vescovi sulla famiglia, risponde ad Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera a proposito del riconoscimento delle coppie gay e lesbiche. E se dal documento finale dell’assemblea dei vescovi è sparito ogni riferimento ai rapporti tra persone dello stesso sesso e non c’è più traccia del “mutuo sostegno fino al sacrificio” che “costituisce un appoggio prezioso per la vita dei partner” , l’ex presidente della Cei, da sempre contrario a qualsiasi ufficializzazione delle relazioni tra persone dello stesso sesso, rincara la dose, dando man forte alle pesanti critiche che le curie delle città dove sono stati trascritti i matrimoni egualitari contratti all’estero, hanno rivolto ai rispettivi sindaci, Roma, Milano e Bologna in testa. “Un sindaco ha il diritto di sostenere le proprie posizioni – dice il porporato -, ma non può per questo violare le leggi dello Stato”.

“Su questo punto (le unioni civili, ndr) mi sono espresso al tempo dei Dico , e non ho cambiato parere – dichiara Ruini a Cazzullo -. È giusto tutelare i diritti di tutti; ma i veri diritti, non i diritti immaginari. Se c’è qualche diritto attualmente non tutelato che è giusto tutelare, e ne dubito, per farlo non c’è bisogno di riconoscere le coppie come tali; basta affermare i diritti dei singoli. Mi pare l’unico modo per non imboccare la strada che porta al matrimonio tra coppie dello stesso sesso”. E quando Cazzullo precisa che i testi di legge di cui si parla al momento puntano alle unioni civili e non al matrimonio, Ruini risponde: “Se il contenuto è molto simile, serve poco cambiare il nome del contenitore”.

Non è mancato, poi, un riferimento ai gruppi organizzati che protestano contro il riconoscimento dei diritti civili per le coppie gay. “In Francia il movimento ‘Manif pour tous’ – spiega Ruini quando il giornalista gli chiede se ci saranno movimenti di protesta in Italia – non è certo stato organizzato dalla Chiesa: è una forza grande e variopinta, che ha indotto il governo a essere più prudente”. In Francia, però, vale la pena ricordarlo, il parlamento ha comunque approvato la legge che allarga il diritto al matrimonio e alle adozioni anche alle coppie formate da due uomini o due donne.

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