Russia: attivista gay attaccato con l’acido

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Continua la violenza omofoba sotto il regime di Putin. E assume contorni inquietanti.

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Non si placa la violenza omofoba in Russia, legittimata dalla tristemente nota legge contro la “propaganda omosessuale”. Un avvocato attivo nella difesa dei diritti degli omosessuali è stato aggredito da un gruppo di fanatici all’uscita di un tribunale di San Pietroburgo. Vitali Cerkasov, questo il nome del legale, ha raccontato che alcuni uomini gli si sono avvicinati e gli hanno lanciato addosso un non meglio specificato “liquido corrosivo e puzzolente”.

A testimoniare l’aggressione ci sono anche dei messi del tribunale che in quel momento stavano accompagnando l’avvocato. Cerkasov sostiene che tra gli assalitori ci sia Anatoli Artiukh, membro dell’organizzazione conservatrice “Narodni Sobor” e assistente del consigliere comunale Vitali Milonov, che guarda caso è proprio il padre della legge anti-gay adottata prima a San Pietroburgo e poi a livello nazionale. L’ennesima riprova di come il pensiero omofobo è humus ideale per la violenza fisica.

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