Russia, pestaggio omofobico al campeggio gay

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Il gruppo era radunato intorno al fuoco, cantando al suono di una chitarra: gli assalitori hanno fatto irruzione.

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E’ accaduto sulle rive del fiume Linda, affluente del Volga, nei pressi della città di Nizhny Novgorod, nella Russia centrale, a circa tre ore da Mosca. La Federazione Sportiva Russa LGBT aveva organizzato un gay camping. Un weekend di sport e vita all’aria aperta. Un giorno di ossigeno, nella Russia di Putin, dove chi vive apertamente la propria omosessualità non viene (per ora) perseguitato, ma vive comunque nel clima ostile di un paese che reprime i gay pride ed esibisce una cultura muscolare, machista, a volte violenta verso le persone omosessuali.
I partecipanti al weekend LGBT di sport all’aperto erano soprattutto moscoviti, che avevano approfittato dell’evento per una due giorni fuori porta.
La notte tra il 6 e 7 agosto, intorno alle 11, mentre il gruppo era radunato intorno al fuoco, cantando al suono di una chitarra, una marmaglia di cinque/otto assalitori ha fatto irruzione nell’area di campeggio e ha iniziato a distruggere le vetture parcheggiate, urlando insulti omofobici. Quando gli ospiti del camping hanno iniziato a reagire, sono stati pestati. Riportano lesioni. Successivamente gli assalitori hanno tagliato le tende e rubato alcuni effetti personali, che sono stati successivamente ritrovati nel bosco adiacente. L’aggressione non era dunque a scopo di furto.
La polizia ha impiegato sei ore ad intervenire. Ha interrogato le vittime, preso le impronte digitali e dichiarato che sarà aperta un’indagine. In precedenza la stessa associazione sportiva LGBT aveva ricevuto altre aggressioni, per le quali le forze di polizia russe non hanno mai trovato responsabili.

fonte: gaystarnews

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