RUTELLI: SI ALLE COPPIE GAY

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Dice, sul suo sito Internet: "Alle coppie omosessuali deve essere riconosciuta la dignità di un rapporto socialmente rilevante".

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Parigi – Guardare per credere! Rutelli è a favore delle coppie gay. In un’Italia in cui la destra e i cattolici fanno della propaganda omofoba uno dei cavalli di battaglia della campagna elettorale per le prossime elezioni politiche di maggio, una posizione che va controcorrente merita di essere registrata.

Arriva dal non certo coraggioso (per quel che riguarda i diritti dei gay) candidato premier del centro sinistra Francesco Rutelli e dal suo sito internet. "Sul fronte dei diritti e delle libertà" è scritto sul sito "va oggi riaffermato che dal principio di laicità dello Stato consegue la legittimità di forme familiari, stili di vita e orientamenti sessuali liberamente scelti, così come l’autodeterminazione nell’uso del proprio corpo e nella tutela della propria salute".

Insomma, sì a nuclei familiari diversi da quello tradizionale e maggioritario. E nessuna discriminazione nei confronti dei gay. Nello stesso sito fra i temi all’ordine del giorno, si trova anche la "Tutela di tutte le forme familiari", la "Definizione di un quadro legislativo in materia di convivenze", la "Definizione di un quadro normativo in materia di discriminazioni per sesso, razza, per religione o convinzioni personali, disabilità, età e orientamenti sessuali (anche in attuazione delle relative direttive europee)".

Meglio di così i gay probabilmente non possono sperare in questo momento.

Sempre sul sito di Rutelli e precisamente sul forum di discussione sulla famiglia, che per lungo tempo si pensava scomparso quando in realtà era stato solo opportunamente "occultato" dai puristi degli accordi elettorali con i cattolici del centrosinistra con cui Rutelli, in caso di vittoria, si troverebbe a dover fare i conti nella prossima legislatura, si trova tale risposta dell’Ufficio Programma del Comitato Rutelli 2001: "Siamo d’accordo sul fatto che alle coppie omosessuali debba essere riconosciuta la dignità di un rapporto socialmente rilevante. Sappiamo quanto esse siano capaci di rapporti di solidarietà nei confronti di persone viceversa spesso abbandonate dai familiari e consanguinei.

Siamo anche d’accordo sul fatto che continuare ad ignorare che questi rapporti esistono contribuisce a rafforzare forme di stigmatizzazione ed emarginazione non tollerabili (anche se va ricordato che nel nostro paese non esistono discriminazioni legalmente consentite nei confronti di omosessuali e lesbiche, come invece ne esistono, o sono esistite nel recente passato in altri paesi)".

Insomma la sinistra candidata alle prossime politiche si pone in una prospettiva ben diversa da quella della destra, rispetto al riconoscimento delle coppie gay e alla lotta alle discriminazioni. Afferma al contrario che "occorre trovare forme di riconoscimento di questi impegni di solidarietà reciproca distinti da quelli coniugali ma non per questo meno dignitosi" e riconosce che la battaglia non è già vinta ma va comunque giocata. "Non ci nascondiamo che la cosa non sarà semplice" conclude il comitato programmatico Rutelli 2001 "perché richiede in tutti la capacità di andare al di là degli stereotipi e delle petizioni di principio. Se si parte dal riconoscimento della dignità dei singoli, del valore della solidarietà e dei diritti dei figli, tuttavia, si possono trovare soluzioni in cui, senza intaccare la specificità del matrimonio come istituzione eterosessuale, si possono riconoscere altri rapporti come socialmente legittimi e rilevanti – a valenza familiare, nel senso di improntati alla gratuità e solidarietà tra persone che liberamente si legano in vincoli di reciprocità e di responsabilità le une per le altre".

Difficile immaginare un’Onda gay sulla politica italiana. Ma bisogna registrare che le dichiarazioni, almeno in linea di principio, a sinistra ci sono. A destra no.

Di questo argomento si discute nel Forum di Gay.it.

di Giacomo Leso

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